I primi quaranta minuti del confronto tra Franzo Ziliani ed Ezio Rivella ("scortati" dall'enologo Vittorio Fiore e dal barolista Teobaldo Cappellano) tenutosi venerdì 3 ottobre 2008 all'Università di Siena. Sono riuscito a recuperare solo la prima parte del video perché ho "grabbato" dallo streaming con mezzi di fortuna e spesso e volentieri l'audio in seguito si interrompeva. Qui comunque c'è già un bel po' di carne al fuoco :-)
sono completamente in disaccordo con il sig. Rivella la tradizione va rispettata con tutte le sue problematiche di annata e di vitigno non dobbiamo produrre coca cola ma vino.....questa è la parte difficile del nostro lavoro...se si vuole produrre una doc o una docg quelle sono le regole e bisogna rispettarle fino in fondo...non è il 15% a fare la differenza penso non sia stato un 15% a muovere la giustizia ma ben oltre
documento eccezionale.
un esempio che va oltre il problema brunello o il problema vino: si afferma in sostanza che le regole e le leggi non contano, e si devono "adattare" alle esigenze dei singoli e alle loro necessità.
potrei anche essere daccordo, se questo valesse per tutti.
ma oggi ho visto coi miei occhi la finanza fare un verbale da 27.000 euro a un commerciante per un cliente che non aveva conservato uno scontrino, e ieri ho visto in tv un gruppo di coglioni che ha rotto il naso ad un immigrato, e tutti se la caveranno con qualche scusa fasulla e poi potranno andare nei talk show in tv.
per non parlare delle multinazionali e delle banche, a cui tutto è concesso mentre se avete bevuto un bicchiere di vino vi arrestano e vi sequestrano l'auto...
e allora mi DEVO ribellare, e dico che far rispettare le leggi oggi è UN DOVERE, molto più rivoluzionario che infrangerle.
Si citano i premi per giustificare l'ingiustificabile... ma per piacere!
Il disciplinare va rispettato.
Se vogliono il mix col vitigno internazionale, vadano a Bolgheri invece di pigliare la statale per Montalcino, non è difficile.
Oppure, facendo seguito ad Alessandra, se vogliono il mix internazionale, possono semplicemente rivolgersi a Sant'Antimo, che ricordiamolo è una doc nata proprio per sperimentare il territorio, quel territorio, con i vitigni internazionali.
Quindi c'è poco da girarci intorno: se vogliono possono, ma nella doc adiacente, non in quella.
... a mio avviso nonostante secondo la sua personale opinione il Brunello "disciplinato" sembra non sia un gran vino, il Cav. Rivella prima dell'incontro se ne era bevuto un bel po'. Come si fa a dire a Teobaldo Cappellano di non contare per il mercato perchè produce solo 10.000 bottiglie l'anno?!? Anche Roberto Voerzio ne fa "solo" c.ca 10.000, anche lui è una mezza cartuccia? o visto che sono Magnum lui invece è ok?
a me quello che mi lascia sempre perplesso è che anche a questi livelli "la gestione dell' audio fa ridere"!
Non è possibile che dibattiti di questo spessore vengano "maltrattati così"..
Ma spendere qualche € per un tecnico audio no, eh?!
Calcola che è un "grabbing" mio da uno streaming live, quindi una copia "in corsa" di una cosa in movimento.. :-)
Non era male l'audio dell'originale, il problema è che non avevano banda a sufficienza perchè a un certo punto (dopo il minuto 40 per l'appunto, ci sono state molte interruzioni.
immaginavo una cosa del genere, è solo che l' argomento interessava ed interessa tuttora parecchio, ho anche provato a collegarmi su vinarius per finire di vedere tutto il dibattito ma il mio mac... non ne vuole sapere, non è che mi potresti aiutare?
Dei primi 40 minuti ho solo capito che "le due posizioni dei partecipanti.. sono ben distinte".
Al momento vorrei evitare di esprimere quello che penso delle posizioni e soprattutto delle affermazioni esternate con così tanta convinzione da chi dovrebbe essere un esempio, un paladino della rettitudine.
Così facendo sembra "autorizzare" tutti quanti a fare ciascuno quello che gli passa per l'anticamera del cervello.
Non rispettare la disciplinare non solo è illegale, ma è immorale, rappresenta un tradimento verso se stessi ed il pubblico.
E' come assumere Doping, plagiare una canzone, mistificare dei risultati, è pura e semplice disonestà !
Si, certo, più che comprensibile che si arrivi a "s-ragionare" in questo modo se il fine ultimo del proprio lavoro è solo il Business..
Ma nel vino, così come in tutto ciò che può essere considerato alimento, diffidare da chi imprende per profitto, in questo mondo che antepone il profitto alla dignità umana, è un dovere verso se stessi.
Certe affermazioni e certe deviazioni dalle regole sono il preludio per truffe ancora più eclatanti, come la sofisticazione o addirittura l'avvelenamento.
Sono d'accordo sul fatto che non tutto il Brunello ( come il Barolo del resto ) e non tutte le annate e forse non tutte le vigne sono all'altezza di dare vini " da urlo " sempre, ma il bello sta proprio in questo, cosa significa voler ottenere un vino che non c'è a tutti i costi ? Significa solo denaro... e allora per il denaro tutto è concesso ?
Giammai !!!!
E, come per tutte le arti ed i mestieri, anche per la vinificazione vale la regola che " artigiano " è meglio !
Anche il vino, come tantissimi altri alimenti di varia natura, ha valore tanto più piccolo ed "artista" è il suo artigiano produttore, quindi ...
Insomma, il dibattito è intriso di ragionamenti sballati !
ringrazio per i commenti e per aver pubblicato su Vinix, non so come, non sono un tecnico, i primi 40 minuti del dibattito. L'integrale della registrazione é disponibile su www.vinarius.it
Franco Ziliani
Caro Franco, non ti stupire, Filippo Ronco e' un utente "bleeding edge", per cosi' dire, della rete ;-)
RIpropongo qui la questione che a mio avviso e' il collo di bottiglia ineludibile di questo affare, e di altri analoghi taroccamenti piu' o meno legalizzati (ebbene si', e lo ripeto, ma molto pacatamente, NON schiumando, ne' ora ne' venerdi' scorso a Siena, checche' voglia sostenere quel bischero che si firma Brozzi sul forum del Gambero Rosso: la vicenda del Chianti, sia l'espansione progressiva del nome del comprensorio, sia le evoluzioni del disciplinare, sono metafora e anticipazione di quanto successo a Montalcino e di altro che succedera' altrove). E il punto e': siamo disposti/pronti a RITORNARE a un'economia dei piccoli numeri col Brunello? Siamo disposti e pronti a tornare dal business di quasi nove milioni di bottiglie a quello da centomila bottiglie (dati usciti dal sen di Rivella, li adotto senza verifica)? Rispondiamo a queste domande PRIMA, e avremo la risposta che cerchiamo alla questione "purismo o elasticismo".