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La mia prima volta a Genova mi ha portato a una piacevole camminata verso il Porto Antico. Il tempo non dei migliori ha contribuito a creare un'atmosfera particolare. ne è emerso il fascino di una città che culturalmente ha sempre dato tanto. Ho passeggiato a lungo ripetendo a memoria e nel pensiero i versi dell'amato Montale. Nel sottofondo la musica di Prokofiev che esternava dal Carlo Felice. Avrei voluto arrivare fino a Via del Campo ma l'ora tarda mi ha portato al Ristorante da Franca, consigliato da diverse persone.
Le vie sono quelle non troppo sicure dei Caruggi del centro storico di Genova. Il locale piccolo, un aria decadente, sorridente nell'accogliere l'ospite. Dopo alcuni minuti d'attesa ho ricevuto la carta di vini e il menù. Non ho avuto grandi possibilità di scelta caduta su un Vermentino di Luni del Monticello, con il quale ho intessuto un dialogo piacevole nonostante la gradazione elevata (13,5°). Avevo voglia di pesce e ho scelto il crudo, piuttosto scarno per il suo costo, e una rondinina, credo si dica così, su un letto, con troppe coperte, di verdure per finire con un sorbetto di ananas e basilico dove l'ananas si era paurosamente coricato.
Tra un piatto e l'altro mi sono persa, vista la solitudine, tra coppie miste mute e litiganti e una coppia di uomini innamorati ad una delle loro prime uscite, persi tra sex and the city e richieste di parlami di te, ovviamente i più divertenti. L'idea di rientrare sola mi ha portato a concludere intorno alle 22 la mia prima cena in Genova.
Non molto felice la rondinina che ha rimembrato il tanto odiato Pascoli, troppo cotta, uccisa caduta tra i spini... buona la tartara di tonno con un tocco esotico nella salsina di base. Conto troppo salato, forse il cuoco innamorato: 78 euro.
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