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Alessandra Rossi
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Alessandra Rossi
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Quando non si lavora ...si lavora lo stesso.
Non so da voi, ma in Maremma dopo le Feste natalizie c'è stato un calo drammatico del lavoro di eno-ristorazione. Tranne alcune serate, sono due mesi di spese per il personale, l'affitto e gli assegni ai fornitori che scadono.. Senza incassi a sostegno.

Ora.. O c'hai il babbo ricco, o hai fatto tanti soldi prima (ma tanti eh.. so' anni che è cominciata la crisi) oppure t'arrangi e t'ingegni, impari non senza fatica nuove strategie, nuovi comportamenti, instauri nuove relazioni e vai avanti senza sapere esattamente cosa succederà domani, ma con la tenace volontà di continuare a crescere e costruire. Fosse anche solo 1 scatola!

Nell'ottica di stimolare l'attenzione (e la vendita) dei consumatori verso vini "top" di piccole cantine di valore, al LA16 mentre fuori nevica e s'aspettano clienti che non verranno, non s'aspetta invano.
Bruno vuol tornare a fare anche enoteca, quindi a parte lo scaffale - riparato dalla luce - con olii e vini di pregio ben confezionati, gli ho proposto di iniziare con qualcosa di bello e particolare. Suo padre, Nilo Bacherini, è un affermato pittore maremmano.. 10 scatole d'autore con vini veramente speciali (chi li ha assaggiati lo sa) mi pareva un piccolo investimento a fronte di un prodotto di valore, che contribuisce a veicolare non solo il branding del ristorante, ma anche dei produttori Cantina Li Seddi e Podere San Lorenzo e di chi come Cromobox (made in Italy per me è un plusvalore) realizza packaging così interessante, almeno secondo me.

Una cosa è una scatola per vini con un logo aziendale, un'altra una riproduzione autenticata di un autore quotato ed esistente in soli 10 pezzi.
Certo non è un evento o una killer application ;-) e vendendole tutte sono 10 bottiglie a produttore.. figuriamoci. Per non parlare dell'esiguo guadagno di cromobox (che non è 1 singolo artigiano, ma ha macchinari e dipendenti). Ma è un micro investimento (diviso 4: loro pagano scatole - una bischerata diviso 3 - ed io ci metto.. olio di gomito. L'artista, padre di Bruno, ci ha messo il suo perché ama l'idea, i buoni vini e sostiene la famiglia, giustamente.

Come dicevo, è 1 solo una scatola :-). Speriamo però di venderle tutte in tempi decenti, così ne faremo altre, con altre cantine o con le stesse, magari anche con gli olii (mi piacerebbe tanto..). Vediamo il mercato come risponde e veicoliamo tanto sul web, oltre che sugli scaffali di Bruno.. Magari funziona :-).

Questa conterrà 2 vini di queste 2 cantine. Da scegliere tra le loro produzioni: 1 di Brunello o Rosso + 1 di Vermentino o Cannonau.
Esclusa la possibilità di prendere 2 bott. della stessa cantina, per soli dieci pezzi non "precludo mercati" ma propongo ad una nicchia di consumatori almeno 2 emozioni molto diverse.
Il prezzo?
Propongo: facciamo qui un'ipotesi insieme, tenendo presenti i costi - prezzo cantina - dei vini citati (parlino i produttori), delle scatole (roberto colombo, vieni avanti please) e calcolando un ricarico x enoteca giusto. Non dimenticando il plusvalore artistico.
Tags
bruno bacherini, ristorante la16, enoteca, podere san lorenzo, brunello di montalcino, cantina li seddi, vermentino di gallura, cannonau, cromobox, arte, confezioni regalo
Postato il 12 Marzo 2010 alle 11:44:22 | Permalink | Condividi su Twitter Facebook Friendfeed Delicious
 
Questo contenuto è stato letto 1322 volte
113 Commenti invia un commento
 
1.
Guido Grandinetti
12/03/2010 12:15:11 | Link a questo commento
Sono il 116esimo lettore di questo articolo e mi prendo la responsabilità lasciare il primo commento... Sui vini non dico nulla, parlano da soli... l'artista altrettanto...ciò che mi colpisce è l'idea, finalmente qualcosa di innovativo... Conosco Cromobox (Roberto) per la sua capacità di essere sempre un passo avanti... e questa è la dimostrazione...
Sul prezzo sono curioso..!!
Bravi
Guido
   
2.
Cromobox
12/03/2010 12:26:56 | Link a questo commento
Ciao guido, grazie del tuo commento, e grazie di essere stato il primo a farlo.
Ma non avevo dubbi, tu sei un firewalker e niente ti ferma.

Vorrei però stimolarti in quanto Tu sei estremamente competente in tutti gli ambiti che stiamo andando a toccare con questa iniziativa.
- Tu dipingi, quindi sai bene un valore di una riproduzione in tiratura limitata autografata da un artista.
- Tu commerci anche in vini ( non fare il modesto qui )
- tu conosci molto di comunicazione

Quanto pagheresti e perchè?
Saresti più attratto dalla selezione dei vini, dalla riproduzione artistica, dall'esclusività o dall'iniziativa nel suo complesso?

Grazie del tuo tempo
ciao roberto
   
3.
Alessandra Rossi
12/03/2010 12:29:51 | Link a questo commento
Considerate che i vini costano med. in enoteca 14/15 euro cad. tranne il brunello 33 euro (dati da tigulliovino).
   
4.
Cromobox
12/03/2010 12:31:01 | Link a questo commento
@Ale, grazie delle preziose info
   
5.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 12:40:54 | Link a questo commento
@Cromo

Da produttore come sono anch'io di scatole "originali" ti dico che l'idea, naturalmente, mi piace ma il limite credo sia la tecnica di riproduzione, che è una stampa computerizzata, non una "litografia".

Con una litografia il valore certo sarebbe notevolmente diverso, ma una stampa fatta così ... tu mi insegni ...

Ho un fratello pittore, ma pur avendoci pensato anch'io tempo fa ad utilizzare la sua arte per una cosa di questo tipo poi ho preferito utilizzare le sue opere per realizzare biglietti da accompagnare le confezioni regalo, calendari, etc., su carta speciale, da poter poi eventualmente incorniciare.

C'è infatti anche il problema del supporto, il legno, che col tempo o si imbarca o si crepa. Cos'è, abete o pioppo?


   
6.
Guido Grandinetti
12/03/2010 12:43:59 | Link a questo commento
uuhhmmm allora mi provochi.... bene bene...
Ti dico la mia:
dipingo è una parola grossa... faccio croste e non le venderei mai nemmeno per milioni di euro... tanto non me li offre nessuno..

- Certamente l'opera, qualunque essa sia, ha un valore tanto più è limitata nella riproduzione e questo è il caso. Bisognerebbe però anche sapere le quotazioni dell'artista

- I vini che io commercio (ahimè me ne sono rimasti pochi) sono da collezione con prezzi diversi ed entriamo in un ambito secondo me un po' diverso.
questi sono vini di grande pregio da gustare oggi oppure da collezionare per il futuro.

- io cerco di comunicare... :-))

detto tutto ciò, pur considerando le informazioni di Alessandra, non mi azzardo a dare quotazioni.
Però una cosa è certa: acquisterei l'esclusività dell'idea, del prodotto nel suo insieme (vino + scatola artistica).
Se lo acquistassi per me sarebbe un oggetto da mostrare nella cantina, intonso.
Se lo acquistassi per un regalo sarei certo di fare al destinatario un oggetto quasi unico, il vino da consumare insieme subito e l'opera da conservare a futura memoria....
un saluto a tutti
Guido
   
7.
Cromobox
12/03/2010 12:47:01 | Link a questo commento
Ciao Alter, il legno è betulla tanto per disquisire sul lato tecnico.
per quanto riguarda il tipo di stampa ti garantisco che computerizzata o no non è quello il
punto. semmai è la firma autografadell'artista quello che conta, l'esclusività di portare l'arte dove senza tecniche computerizzate non ci arriveresti mai se non con queste tecnologie.D'altronde qui non sinpatla di una comune stampa ma di un processo decorativo brevettato a livello internazionale, anche questo contribuisce ad essere esclusivo IMHO.
tu hai parlato di litografie, esistono anche le serigrafie o le digitali su tela se è per quello. ma tutte senza valore se non firmate, giusto?
un caro saluto ed un grazie per il tuo commento
   
8.
Gianni Lovato
12/03/2010 12:48:49 | Link a questo commento
Come consumatore con pochi soldi da buttar via, normalmente cerco di non lasciarmi sedurre da pubblicità, etichette e confezioni, cercando piuttosto di mirare alla genuinità e qualità del materiale o del prodotto.
Inoltre appartengo ad una generazione (in immediato pericolo di estinzione) che credeva nel motto "l'abito non fa il monaco".
Ed è per questo che queste scatole della Cromobox mi... rompono le scatole.
L'idea è talmente brillante e la realizzazione così attraente che a me vien quasi voglia di comprane un paio vuote.
Se fossi più giovane magari una la riempirei dei miei sogni per mandarli ad una bella ragazza... Boh!
Sogni a parte, il mio augurio per Roberto Colombo e per i suoi collaboratori è che i suoi clienti siano gente in gamba almeno quanto lui, così che il contenuto delle scatole sia sempre degno della loro classe e bellezza.
Forza Italiani!
   
9.
Alessandra Rossi
12/03/2010 12:59:13 | Link a questo commento
@ Alter Pierpaolo: infatti. Ma non tutti i pittori come non tutti i vini hanno la stessa quotazione.
Secondo i listini delle gallerie che hanno i suoi quadri, una LITOGRAFIA cm 50x70 di Nilo Bacherini costa € 350,00.

Ora, la scatola in questione e' diciamo.. la meta'. Figuriamoci se viene effettivamente valutata la stampa ed il num. limitato autografato, appunto. Ne saremmo felici!
   
10.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:06:23 | Link a questo commento
@ Cromo

Sono un tradizionalista ;o) e più c'è manualità più mi appassiono ... ;o)

Cmq penso che, come tutta la tua produzione (che conosco e apprezzo già da tempo) possano avere molto "feeling" tra il pubblico.

Vuoi mettere? tra una scatola anonima e quella?
La differenza di prezzo è minima ... quindi è certo prodotto vincente, con certi vini poi ... mi immagino le potenzialità di quelle scatole sotto le feste natalizie, anche in tirature limitate, personalizzate per delle singole enoteche ...

La mia era solo una riflessione sulla tecnica: la litografia, con base su pietra, è cosa assai diversa (per quanto riguarda l'abilità dell'esecuzione) dalla serigrafia su tessuto, per non dire delle digitali su tela.

La firma poi, certo che fa la differenza.
Ho in casa un pezzo di carta da macellatio sgualcito e strappato con un disegno firmato di Libero Meledina, che mi aveva fatto durante un picnic ... a occhio e croce, svendendolo, dovrebbe valere sui 200/300 euro.

Quindi ...
   
11.
Cantina Li Seddi
12/03/2010 13:07:03 | Link a questo commento
Devo dire che ale una ne fa' e 100 ne pensa..
Quando mi ha proposto questa nuova iniziativa ho accettato subito, non perchè si prospetta all'orizzonte una grossissima vendita, ma come dice Guido "Grazie per i complimenti dei vini" e l'innovazione del modo di proporre i prodotti.
Per quanto mi riguarda i prezzi che si aggirano in enoteca dei miei Vini sono da € 14,50 Li Pastini e € 15,00 per Lu ghiali.

Ci vediamo al Vinitaly 2010 al padiglione Sardegna(7b) stand 6.

Vi faro assaggiare i vini... e perchè no!! magari vedremo anche la Scatola..........
ciao

CANTINA LI SEDDI

Franco sTANGONI
   
12.
Cromobox
12/03/2010 13:10:36 | Link a questo commento
@alter, infatti la tua è una disquisizione perfetta :-)
@Franco, piacere di conoscerti! so che non ci crederà nessuno ma non ci siamo mai parlati prima di questi commenti :-)
merito di Alessandra e della sua idea!
per il vinitaly direi che la scatola sicuramente ci sarà!
   
13.
Alessandra Rossi
12/03/2010 13:15:13 | Link a questo commento
Ora i dati li abbiamo... Nessuno si lancia ad ipotizzare un prezzo: Le possibilità sono 2 (arrotondo i cent):
Costo vini 15 + 15 = 30 euro
Costo vini 15 + 33 = 48 euro
E questa scatola quanto sarebbe giusto proporla?
   
14.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:19:12 | Link a questo commento
150,00/180,00 euro
   
15.
Alessandra Rossi
12/03/2010 13:25:37 | Link a questo commento
Grazie Pierpaolo per la prima ipotesi.
Ora avrei per tutti un'altra domanda: secondo voi si vende, a quel prezzo? E se la risposta è no, a quale compromesso economico appare giusto scendere? Consideriamo che ci sono anche loghi aziendali, non è solo "arte", quindi il prezzo si puo' ragionevolmente rivedere, imho..
   
16.
Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog
12/03/2010 13:26:30 | Link a questo commento
Non vorrei sembrarvi troppo cattivo ma, a 150/180 euro, siete sicuri che si sia qualcuno disposto a sborsare quelle cifre?
   
17.
Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog
12/03/2010 13:27:09 | Link a questo commento
mi hai preceduto..
   
18.
Alessandra Rossi
12/03/2010 13:28:10 | Link a questo commento
Bene Percorsi, fai la tua di ipotesi, prego..
   
19.
Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog
12/03/2010 13:32:47 | Link a questo commento
sono Andrea.
La mia ipotesi? parlo per me stesso. difficilmente compro bottiglie in confezioni così belle, a me quello che interessa è il vino e se due bottiglie mi costano il doppio perchè ad incidere è la scatola...preferisco con gli stessi soldi prendere più bottiglie.
Questo però sono io.
   
20.
Alessandra Rossi
12/03/2010 13:35:33 | Link a questo commento
Giusto Andrea, ma visto che un mercato del packaging esiste ed è molto differenziato, non ti viene in mente, spersonalizzandoti, a quale prezzo sullo scaffale troveresti equo questo prodotto?
   
21.
Cromobox
12/03/2010 13:38:24 | Link a questo commento
tagliando la testa al toro:
il costo della Cromobox, in versione da 2 bottiglie, in meri termini commerciali per i 10 pezzi personalizzati è di euro 14,50 Cad.
   
22.
Cromobox
12/03/2010 13:39:50 | Link a questo commento
Perdonatemi,
per dovere di cronaca la scatola è pieghevole, quindi occupa pochissimo spazio, 2 soli cm, quando non contiene vino.
Si monta e si smonta in 10 secondi, senza utilizzare nessun tipo di attrezzo, cacciaviti, colle etc
   
23.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:41:07 | Link a questo commento
Un momento ... una precisazione.

Si tratta di una "raffigurazione pittorica", quindi il prezzo da me indicato è relativo a un tipo di clientela sensibile all'arte e, magari, conosce l'artista.

Poi a comprarla sarà anche qualcuno che non conosce l'artista, nè gli interessa, nè è particolarmente sensibile all'arte, e magari la compra per regalarla a un amico cacciatore, visto il soggetto.
In questo caso il cliente non sarà disposto a pagare più di tanto, è vero.

Ma accaparrarsi una litografia di Nilo Bacherini costa più del doppio, e quindi una persona che lo apprezza può spenderne benissimo la metà, e portarsi a casa anche 4 vini.

A prima vista i loghi aziendali in qualche maniera possono generare un disvalore per l'opera, ma chi l'ha detto che sia sempre così?

Ci sono altri casi in cui un marchio, impresso in un'opera, lo rende ancora più unico.

Supponiamo che le aziende ora presenti col loro marchio sulla scatola dalle prossime edizioni di quella stessa scatola non ci siano più, che resti cioè lo stesso disegno ma che il marchio aziendale in futuro sia quello di un'azienda che di quelle scatole ne produce, diciamo 10 mila.

Ecco, in questo caso, queste 10 scatole, in tiratura così limitata (e i marchi di Li Seddi e San Lorenzo stanno proprio a differenziare questa serie di 10 pezzi da quella di 10 mila), sono differenti, acquistando un maggior valore, almeno dal punto di vista della rarità.
   
24.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:43:08 | Link a questo commento
Mannaggia Cromo, mi hai tolto il piacere di arrivarci per induzione ...;o)
   
25.
Cromobox
12/03/2010 13:43:11 | Link a questo commento
@Alter,
bravissimo Pierpaolo, hai centrato perfettamente il punto della questione con il commento 23.
   
26.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:53:05 | Link a questo commento
Cromo, la mia scatola da due bottiglie con le ruote della degustazione applicate al coperchio costano molto più delle tue, circa 25 euro l'una.

Certo che a chi non frega niente della degustazione (o almeno nei termini da me proposti in quelle ruote) nè all'effetto estetico che cmq suscitano, 25 euro diventano una cifra spropositata.

Ma grazie a Dio c'è anche chi, acquistando una confezione, è proprio alla ricerca di differenziarsi dalla massa.
Così come ci sono aziende che sono alla ricerca di un nuovo modo di comunicare, di trasmettere emozioni.

Insomma ... buon lavoro e ... vento in poppa ...;o)
   
27.
Filippo Ronco
12/03/2010 13:56:26 | Link a questo commento
Sono abbastanza d'accordo con Andrea. Attenzione a non confondere il contenuto con il contenitore che certo ha la sua valenza ma pur sempre contenitore rimane (eccetto possibili collezionisti di prodotto che però qui mi pare prematuro configurare).

Secondo me, tutto compreso, 55 euro potrebbe essere il prezzo massimo.


Fil.
   
28.
Cromobox
12/03/2010 13:56:51 | Link a questo commento
Grazie Pierpaolo,
detto da chi come te idea,produce e vende prodotti di estrema e assoluta originalità mi hai fatto uno dei più bei complimenti che mi abbiano mai fatto.
Grazie Roberto
   
29.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 13:58:49 | Link a questo commento
Fil, solo i vini ne costano 78 ...
   
30.
Cromobox
12/03/2010 14:03:19 | Link a questo commento
@Pierpaolo e Fil, la confezione è da 2 bottiglie, quindi di vini siamo a 30 euro o 48 euro a seconda della scelta, + la confezione di 14,50
Totale versione 1 = 44,50
Totale versione 2 = 62,50
Solo per correttezza
roberto
   
31.
Alessandra Rossi
12/03/2010 14:05:35 | Link a questo commento
Fil: 8,60 di ricarico su una che contiene anche 1 bott di Brunello?
E niente valore artistico?
Ma per 8,60 di ricarico non scomodo un'artista e nn ne faccio 10 pezzi.
   
32.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:06:28 | Link a questo commento
Cromo ... adesso mi viene da ridere ... ma io è già da un bel pò che penso di stampare sulle cromobox, sul coperchio, le tre ruote della degustazione (degustazione, profumi, colori del vino).
In questo caso, con le cromobox, il costo sarebbe diverso, avendo cmq le tre ruote.

Anche se, naturalmente, se sono stampate le ruote non girano.

Solo che ancora non ho trovato il cliente giusto (anche se ci ero quasi arrivato)
Finora è andata così ...
Ma prima o poi arriverà.

Me lo sento ...;o)

Ciao
Pierpaolo
   
33.
Filippo Ronco
12/03/2010 14:06:56 | Link a questo commento
Se c'è da considerare il valore artistico può costare anche 10.000 euro al pezzo. Il punto è: la metti in vendita in enoteca o in una galleria d'arte moderna? :-)

Fil.
   
34.
Cromobox
12/03/2010 14:08:24 | Link a questo commento
@Pierpaolo,
e perchè non abbinare le ruote, quelle vere della degustazione ad una base grafica del coperchio?
Ci hai mai pensato'
( modalità diavoletto tentatore : ON )
:-D
roberto
   
35.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:14:02 | Link a questo commento
No, cromo, non rende, ci ho pensato eccome.

Lo sfondo deve essere necessariamente legno o color legno, altrimenti esteticamente perdono, e anche molto.

Io così come sono (dinamiche, ruotanti) le vendo, mi manca da trovare chi le vuole statiche, stampate.
Ma ho visto che cmq alcuni erano interessati anche a questa ipotesi solo che siccome non pagavano loro, come ad es. la banca della quale erano consulenti, volevano il non plus ultra, ed hanno scelto quelle dinamiche. Più care ma anche più efficaci.

Però te l'ho detto ... prima o poi qualcosa accadrà ...

Ciao
Pierpaolo
   
36.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:16:56 | Link a questo commento
Il commento di Flippo mi conferma che in genere i veri appassionati di vino disdegnano queste soluzioni, badando più al contenuto che alla forma. E' sempre stato e sarà sempre così.

Anzi, a volte, difidano proprio da chi cerca di proporsi attraverso l'immagine.

Queste soluzioni non sono certo rivolte a loro, ma al mercato nella sua generalità.

   
37.
Anna Veronese
12/03/2010 14:17:54 | Link a questo commento
Come ti ho già detto la tua “selection” di per sé è un bella idea (infatti, non è di molto fa l’annuncio su vinix per “annusare” la possibilità di creare una “confezione degustazione di oli diversi” ed il mio “Nettare di olive selvatiche” ha già iniziato da anni un connubio con il mondo dell’arte).

La mia difficoltà nella tua “selection” è che continuo a non riuscire ad “inquadrarla” (lo so, sono dura di comprensorio).

Secondo me, per realizzare un progetto di questo tipo e per evitare possibili futuri fraintendimenti tra i coinvolti, si devono avere le idee ben chiare su alcuni concetti: Analisi e previsione su costi totali, prezzo di vendita ed eventuali ricavi previsti. Tipologia di progetto: singolo (una persona si assume tutta la realizzazione ed i costi, quindi anche i ricavi), comune (ciascuno partecipa con quel che ha: chi con il vino, chi con le scatole, chi con il lavoro organizzativo, ecc. -definizione delle voci dei prezzi/costi effettivi - e dunque ripartizione proporzionale dei ricavi). Come e con quale criterio avvengono gli abbinamenti dei prodotti che si troveranno nella stessa scatola? Qual è il rapporto che intercorre tra azienda ed azienda, azienda ed artista? Lo scopo è valorizzare i prodotti o l’artista? E così via. Mi rendo conto che le mie domande sembrano molto pignole…. ma secondo me, prima o poi saltano fuori…

Comunque, ripeto, l’idea di partenza mi pare davvero ottima e sicuramente da approfondire.
   
38.
Filippo Ronco
12/03/2010 14:20:32 | Link a questo commento
Roberto, perdonami, non voglio essere disfattista. Mettiamoci pure anche le ruote, due praline di teuscher, l'ultimo numero di Porthos, un cavatappi firmato e un po' di petali di rosa sparsi nella confezione. :-)

Se centrale deve essere il vino, il costo complessivo della confezione, va da sé, non potrà discostarsi di MOLTO dal valore del vino. Se abbiamo un contenuto in vino di 40-50 euro, e vendo la confezione ad un consumatore (attento finché vuoi) ma nel canale horeca, allora penso che il tutto, confezione inclusa, non possa costare più di 60/70 euro (ed è già molto).

Se invece se ne vuole fare, come mi pare di capire, un pezzo unico, una cosa eccezionale, introvabile, di valore, allora il contenuto perde molta della sua importanza (imho) e il costo della confezione completa diventa molto più aleatorio e cioè pari a quanto uno sarebbe disposto a spendere per avere quel pezzo unico. Ma non so in questo secondo caso se il canale horeca, che ha clienti, metodi e metriche piuttosto consolidate, se sarebbe pronto a percepire il valore aggiunto di un'offerta di questo tipo.

Il costo di produzione della scatola (o il costo al pubblico, non ho capito bene) è intorno ai 15 euro. Bene, non penso sia verosimile pensare che ci siano persone interessate a spendere 10 volte tanto solo perchè c'è su stampato un quadro di un pittore, sia pur famoso.

Se cerco arte, la cerco appunto nelle sue forme e non su una scatola. Se poi sono un collezionista di scatole in legno e packaging particolari, allora potrei anche ambire a tali cifre ma ripeto, occorre avere ben chiaro qual è il target e soprattutto qual è il canale utilizzato per proporre questa cosa.

Anche io preferirei spendere 150 euro in vino che in una bellissima scatola serigrafata con 2 ottime bottiglie al suo interno.

Però io non faccio testo perchè è possibile che un consumatore pagherebbe anche di più di 150 euro. Sinceramente ho detto cosa farei io, probabilmente, come spesso accade, le scatole andrebbero a ruba ed io sarei stato smentito nei fatti, come spesso accade, per fortuna ! :-)

Ciao, Fil.
   
39.
Alessandra Rossi
12/03/2010 14:24:23 | Link a questo commento
Fil, capisco che un'enoteca abbia gia' il ricarico sulle bottiglie (valutato dai costi) ma se deve fare tutto st'ambarandan, occupare scaffali, farsi fare il progetto grafico e rischiare di tenere le scatole 1 anno invendute (boh, chi lo sa come va..?) per un plusvalore di euro 8,60.. lascia stare tutto e torna a venderle con un po' di cellophan e un fiocco.

La singola Magnum in scatola di cartone (molto bella) con logo, del 900 Ceppi di Poggio al Toro, è stata venduta a 70 euro al Rosso e Vino.
Ora, pure io stravedo per il 900 Ceppi, ma gente.. sto anche parlando di un Brunello.. eh!
Insieme a uno dei migliori vermentini di Gallura mai assaggiati, provate.
Quella 70 euro in scatola cartone e la "mia" meno? Mmmhh.. non mi convince.

E ripeto, lasciamo da parte l'arte (secondo voi che non la valutate evidentemente, meno male che il mondo è bello perché è vario :-)).
   
40.
Filippo Ronco
12/03/2010 14:31:58 | Link a questo commento
No no no no.
Attenzione. Io non valuto l'arte poco. E' proprio perchè la valuto molto che non la compro su una scatola ma mi cerco la tela. Almeno, io la preferisco così, tradizionale per intenderci.

Sciolto questo equivoco, l'esempio del 900 Ceppi che tu porti a sostegno della tesi che la confezione dovrebbe costare molto di più ti dimostra invece il contrario. Il 900 Ceppi - Magnum ri-attenzione - in scatola legno a 70 euro ci sta (magari anche a 50 o 60, è chiaro) ma non è fuori prezzo. Un Brunello dell'amico Luciano insieme al Vermentino (entrambi buonissimi) in scatola cromobox a 150 non ci sta. Non ci sta proprio di mercato. Il Brunello di Luciano esce in enoteca ben sotto i 40 euro. Torno a dirti, vuoi vendere vini in una scatola o vuoi vendere una scatola con qualcosa dentro? E' ben diverso.

Poi se mi smentisci ti stringo la mano e calo il cappello :-)


Ciao, Fil
   
41.
Alessandra Rossi
12/03/2010 14:34:34 | Link a questo commento
Vedi Fil, cominciamo ad intenderci: dai 62,50 ai 150 c'è un bel range. Sono certa che ci incontreremo li' :-). Vediamo anche gli altri cosa dicono.
   
42.
Cromobox
12/03/2010 14:37:50 | Link a questo commento
@Fil, io credo che ci siano sempre due verità, o risvolti della medaglia se così la vogliamo chiamare o vedere, ed entrambi sono sempre sensati.

Pensiamo al consumatore esperto:
a Lui non frega niente della scatola e fin qui ci sta, lui bada alla sostanza, bada solo al vino.
Poi però c'è il consumatore non esperto, io ad esempio, che è attento alla sostanza ma anche al prezzo, perchè non sa distinguere da un Signor Vino da un Buon Vino, non ne ha le competenze.
Però qui non si sta vendendo niente che non sia strettamente correlato nel progetto.
Avrebbe forse più valore, per entrambi gli acquirenti tipo, esperto e non-esperto, se all'interno della confezione ci fossero delle bottiglie numerate, ma sempre dello stesso vino e qualità, oltre che alla riproduzione artistica?
E' una domanda per capire la percezione del prodotto-progetto.
Lungi dal voler vendere una confezione con dentro qualcosa, andrei al macef sia chiaro :-)
Qui il punto (imho) è che il progetto è dare visibilità sia al ristorante che espone la confezione, sia alle aziende che producono il vino, si aall'artista che permette la riproduzione della sua opera, sia di riflesso alla confezione che permette l'aggregazione di tutto ciò, in maniera diversa ed originale dal solito ( passatemi quest apiccolissima autoincensazione )
Roberto
   
43.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:43:24 | Link a questo commento
A conferma di quello che dice Filippo l'horeca mi ha contattato due anni fa, ha voluto vedere tutto e poi ha detto che, o si faceva una produzione industriale, facendo crollare i prezzi, oppure arrivederci e grazie.

Naturalmente ho salutato anche io, e arrivederci e grazie.
Sono un artigiano e voglio continuare a esserlo ...

Queste di cromobox, però, si prestano ad una produzione in serie.
Il problema è che anche altre aziende possono stampare su legno, nonostante non siano depositarie del brevetto di cromobox.

Qui però c'è questa caratteristica in più, per le aziende, che riguarda il problema del volume dello stoccaggio. E non è da poco, considerando lo spazio che occupano.

Cmq sia, io a Cantina Li Seddi ho già prodotto qualche scatola, una cinquantina mi sembra, e mi sembra le abbia finite.
Non sono rimaste per anni sullo scaffale.

Segno evidente che cmq qualcuno interessato a questi aspetti (suggestione, emozione) c'è, e non è così raro da trovare.
   
44.
Alessandra Rossi
12/03/2010 14:50:13 | Link a questo commento
Il volume dello stoccaggio lo fanno le bottiglie, non le scatole che sono pieghevoli come gia' scritto da Roberto.
E io sto parlando di 10. O ci siamo persi nel frattempo?
   
45.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:52:42 | Link a questo commento
Faccio un copia/incolla dal mio sito, a favore di cromobox.

Le caratteristiche del consumatore odierno, fra cui spiccano la frammentazione, i valori, il polisensualismo, la ricerca di esperienze ed emozioni, il rapporto prezzo-qualità, la dimensione sociale e il consumo critico, il ricorso al web, etc., inducono a nuove interpretazioni del mercato e sopratutto a un nuovo modo di interpretare il marketing.

Osservando la funzione di comunicazione del packaging emerge che mezzo, luogo e tempo privilegiati dal consumatore nella comunicazione del vino sono dati dalla confezione esposta nel punto vendita al momento dell’acquisto.

Il consumatore si trova a dover scegliere in pochi secondi e lo fa sulla base di un processo in cui diversi criteri agiscono da fattori principali di scelta, ma in cui il nome del produttore nella maggior parte dei casi non sembra apparire come fattore rilevante: spesso è la percezione del packaging nel suo complesso ad influenzare la decisione finale.

Nel mercato del vino non è chiaro che cosa rappresenti il brand per il consumatore: spesso emerge che i consumatori sovrappongono i diversi livelli di denominazione, nome del produttore, regione di provenienza, vitigno, tipo di prodotto, etc., fattori che per consumatori diversi assumono significati diversi.

A questo riguardo neppure la scelta dei produttori in tema di packaging risulta uniforme: alcuni puntano a valorizzare il nome aziendale, altri il vitigno, altri la zona d’origine, per cui al consumatore giungono spesso messaggi non omogenei.
Di fronte a questa confusione del consumatore poco informato è necessario stabilire delle priorità di comunicazione.

L'emozione/suggestione può esserlo.

Oggi, è certo, il valore del prodotto è dato dall’emotività: nessuno compra un prodotto seguendo la pura razionalità e il grado di affettivizzazione si paga: più il prodotto è legato alla sfera dell’emotività, più il consumatore è disposto a pagare. Questo perché non si compra un prodotto, si compra un’emozione.

   
46.
Filippo Ronco
12/03/2010 14:54:59 | Link a questo commento
Un po' di idee sparse che magari vi servono per mettere insieme i cocci.

A me per esempio non piacciono i loghi delle aziende sulla scatola. Se mai comprassi "anche" la scatola, allora la vorei serigrafata con una cosa che mi piace ma senza altri fronzoli o scritte. Cioè più "pulita" graficamente.

Probabilmente apprezzerei di più - parlo da consumatore - il pezzo singolo. Cioè la scatola con 1 bottiglia.

Probabilmente apprezzerei di più il pezzo raro, bottiglia da 3 litri almeno o da 6 o 12. Allora sì avrebbe senso. Perchè se spendo 100 o 200 euro per un grandissimo formato, allora il costo della scatola (anche se caro) passa in secondo piano.

Quindi, alto profilo sul packaging? Allora alto profilo anche nel contenuto, non solo nella qualità del vino ma anche sull'unicità del pezzo. Se mi vendi una 0,75 a 150 euro perchè è una scatola figa, ti rido in faccia. Se mi vendi una Jeroboam unica in scatola figa allora potrei guardare con invidia quello che se la può permettere e me la soffia da davanti. Capite che differenza?

Poi è chiaro, c'è anche il target del ciula, quello del calciatore o della valletta o della serata mondana dove si compra di tutto a qualsiasi prezzo ma non mi pare questo il target che state cercando.

Secondo me la svolta sta proprio nella questione dell'unicità anche del contenuto oltre che del packaging e nella maggior cura /unicità della serigrafia e assolutamente zero pubblicità aggiuntiva diversa dal prodotto sulla confezione.

Spero di aver dato qualche spunto utile.

Ciao, Fil
   
47.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 14:55:21 | Link a questo commento
Ale non ci siamo capiti: le cromobox sono un vantaggio proprio per il volume che occupano nello stoccaggio. Ovvero minimo ingombro.

Ne son qualcosa io che per tenere 2000 scatole devo avere un magazzino che potrei ridimensionare a meno di un quarto.
   
48.
Cromobox
12/03/2010 14:58:55 | Link a questo commento
@Pierpaolo, sul fatto che altri possano stampare su legno senza violazioni di brevetto è un discorso molto lungo e complicato, oltre che spinoso.
Preferirei non addentrarmi troppo nelle questioni così tecniche
Questioni che però con Te sarebbe un piacere approfondire perchè
Tu ben conosci l'argomento brevetti visto che ben conosci i meccanismi di deposito e contraffazione ( del marchio, ne hai appena parlato in un post poco tempo fa ).
Per la produzione industriale quello che dici tu è vero, anche se anche io come te ho rifiutato, e senza nemmeno spedire un preventivo alla GDO perchè non è un prodotto che fa per loro.
Qui il vero successo della Cromobox come confezione in legno è il fatto di poter essere personalizzata in pochi, pochissimi pezzi.
Trovatemi chi vi personalizza 10 etichette per il vino ad esempio.
Noi lo facciamo con le confezioni :-D

Poi il discorso dello stoccaggio piatto è senz'altro un altro plusvalore non da poco e su questo concordo con te.

Ma un vero punto di forza è proprio la personalizzazione.
Pensate ai produttori, di vino e di olio, che possono personalizzare confezioni in bassissime tirature per ogni ristoratore o struttura turistica a cui vendano i loro prodotti..
Secondo voi non è plusvalore anche questo?
Non è forse una implementazione rafforzativa del proprio brand?

ovviamente non tutti la pensano così, però lo ripeto io non sono qui per vendere ninete a nessuno, infati in questo progetto Cromobx è sponsor, non vende niente e non guadagna niente.
Solo che credo nel progetto, come ha detto Franco di Cantina LI SEDDI al commento 11, e quindi ho accettato di buon grado per dimostrare quanto sia forte dal punto di vista del consumatore medio la percezione , anche solo visiva, che diamo dei nostri prodotti.
non dimentichiamoci mai che molta gente, moltissima, compra in base all'estetica, dalla bottiglia, all'etichetta, alla confezione fino al negozio stesso.
Roberto
Ciao Roberto
   
49.
Alessandra Rossi
12/03/2010 14:59:27 | Link a questo commento
Ora ci siamo, Pierpaolo :-).

@ Fil, quando un vino viene proposto al ristoratore a quasi 50 euro, magari ne puo' chiedere 65 (Rosso e Vino avrà esagerato..) ma non 58,60.
Sia chiara una cosa: il prezzo lo ha stabilito il produttore. E chi dice che sia "corretto"? Da' un'emozione, si.. ma quanto superiore a quella di due bottiglie di Brunello? E l'etichetta di questi vini (spettacolari entrambe) ha inciso?
Secondo i ristoratori che l'hanno esposto, la gente non riusciva a staccare gli occhi dal 900 Ceppi. Qualcosa vorrà dire..
   
50.
Cromobox
12/03/2010 15:02:57 | Link a questo commento
@Fil tu hai colto nel segno una cosa che io avrei voluto da subito, ma mea culpa non l'ho detta ad Ale.
Secondo me si guadagna in valore aggiunto spostando i marchi dal coperchio alla scatola e lasciando solo la rappresentazione di artista sul coperchio.
Segui il mio ragionamento:
Ti compri la scatola con del gran vino, ti appendi il coperchio come quadretto e ti tieni un contenitore come "svuotatasche" o "portacose" in casa.
cambia così il discorso vero?
   
51.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 15:06:48 | Link a questo commento
Il mercato delle cromobox (e ci metto anche le mie scatole) non mi sembra un mercato di "ciula".

Si tratta di persone che comprano seguendo le emozioni.

A giudicare dai fatti che ho visto quando avevo due enoteche, erano queste confezioni ad essere più gettonate: chi non le comprava (a parte gli appasionati che non si fanno influenzare) erano coloro che non potevano permettersele, ma stavano lì, a guardarle, ammirarle, chiedevano uno sconto ... però erano quelle che avrebbero comprato se avessero potuto permetterselo.

Va detto che cmq anche gli appasionati in realtà me le compravano, anche se in misura molto minore. In genere perchè volevano regalarle a qualcuno su cui volevano "fare effetto".

E anche questo è un dato.
   
52.
Filippo Ronco
12/03/2010 15:07:53 | Link a questo commento
Si si, io una scatola così come è ora non la comprerei mai. Una scatola con una serigrafia che mi piace da matti la comprerei ma non la smonterei, la metterei in bella mostra in cantina. Forse.

Secondo me è importantissimo anche il discorso del pezzo unico e del grosso formato della bottiglia contenuta.


Ciao, Fil.
   
53.
Cromobox
12/03/2010 15:10:20 | Link a questo commento
@Pierpaolo, è bello avere qualcuno che ti capisce :-DD
-@Fil, vedi che allora anche Tu da intenditore e fine conoscitore di vino ti faresti convincere da qualcosa di bello, oltre che dalla sostanza? :-P
In quel caso, quanto spenderesti di massimo?

roberto
   
54.
Alessandra Rossi
12/03/2010 15:13:44 | Link a questo commento
Che ne dite, propongo costo Euro 69.
Mi suona bene, non so perché :-)
   
55.
Alessandra Rossi
12/03/2010 15:14:34 | Link a questo commento
Anzi, dentro la scatola ne mettiamo una capovolta ;-).
   
56.
Filippo Ronco
12/03/2010 15:16:13 | Link a questo commento
E' più un discorso che faccio in generale e astranedo che quello che farei io nella realtà. Mi conosco e difficilmente spenderei per il contenitore più di tanto ma come ho detto prima, per me trainante sarebbe il pezzo unico all'interno della scatola. E più costa la bottiglia di vino al suo interno e più questa è un pezzo unico - per formato, selezione, unicità ecc. - più passa in secondo piano il costo della scatola e farebbe meno "effetto" spendere per quella.

Esempio: se un doppio magnum mi costa sui 100 euro, il 20% per la scatola forse qualche appassionato collezionista lo reggerebbe.


Fil
   
57.
Cromobox
12/03/2010 15:19:13 | Link a questo commento
@ Ale, così suona come erotico non esclusivo :D
@Fil, trovato il punto di esclusività
   
58.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 15:22:42 | Link a questo commento
Cromo, si, concordo, il fatto della tiratura limitata è una gran cosa.

E' lo stesso anche per me, visto che anche io le personalizzo col logo del cliente (però applicato su di un supporto disughero).

Grazie a questo aspetto, dieci scatole qui, trenta là, cinquanta da un'altra parte, alla fine dell'anno sono centinaia di scatole (quando non superano qualche migliaio).

E grazie a questo aspetto anche il cliente, che sia l'azienda vitivinicola o l'enoteca, può portarsi a casa un "veicolo" (perchè questo è la confezione) per promuovere la sua attività in quel segmento di mercato che è sensibile alle emozioni/suggestioni.

Insomma, le confezioni servono per veicolare il contenuto e, checchè se ne dica, se il veicolo è vincente, può contenere anche vini mediocri, non necessariamente d'elite.

Se il veicolo invece è mediocre, e anche i vini sono mediocri, dubito possa portare a casa molti risultati. A parte la GDO.

Se il veicolo è mediocre, e i vini sono d'elite le cose sono due: l'appasionato preferisce comprare quelle stesse bottiglie senza confezione; il consumatore "normale" preferisce invece la confezione più accattivante, anche se i vini sono di qualità inferiore.


   
59.
Cromobox
12/03/2010 15:27:56 | Link a questo commento
@Pierpaolo, è definitivo: io e te siamo allineati al 100 %
ti quoto in tutto e per tutto il commento 58.

Chi ignora il "sottobosco" delle piccole produzioni non sa cosa si perde in termini di numeri complessivi alla fine dell'anno, senza contare sul fatto della soddisfazione della cantina, piccola spesa ( d'altronde 10 / 15 pezzi non sono investimenti da var validare e convalidare all'uffcio acquisti) ed in più sono contenti del risultato ottenuto in termini di visibilità deli loro prodotti.

é innegabile, e vorrei sottolinearlo prendendo spinto da un articolo su Business People di questo mese a firma di Andrea Gori che la gente, il consumatore medio ma non solo, compra il bello.

Provocazione, voi comprereste un signor vino senza etichetta, sena nient'altro che il nome? ( fatto salvo che non lo conoscete? )
roberto
   
60.
Alessandra Rossi
12/03/2010 15:30:03 | Link a questo commento
Fil, infatti piace anche a me l'idea che questa scatola possa contenere delle produzioni limitate (come il 900 ceppi) che anche per me sono il plusvalore nei vini, come negli olii.

Ma una cosa bella mi attira.. diversi capi non li ho comperati solo per la qualità della stoffa, ma per la stampa e quando si parla del mio privato e di emozioni, vestire bene o bere bene li accomuno poiche' non sono bisogni, ma piaceri.
Il bello è un piacere, specie se unito al buono. Mi orienterò sicuramente verso un target che gli dia anche un valore economico. Senza convincere o suggestionare nessuno.
Ci sono altri che la pensano cosi' :-).
   
61.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 15:37:56 | Link a questo commento
Cromo, un esempio.

Qualche mese fa ho venduto 300 confezioni da 6 bottiglie cadauna che contenevano:

1 brunello (costo al pubblico circa 30 euro)
1 rosso di montalcino (costo al pubblico circa 15 euro)
1 bottiglia vernaccia s. gimignano (costo al pubblico circa 15 euro)
1 bottiglia supertuscan (costo al pubblico circa 45 euro)
1 bottiglia muffato (costo al pubblico circa 25 euro)
1 bottiglia chianti classico (costo al pubblico circa 25 euro)

Costo per confezione: 250 euro

Il committente era un importante istituto bancario che si occupa di gestione di investimenti.
Le confezioni andavano ai loro maggiori 300 clienti.

La confezione, quindi, ovvero il "veicolo", è costata circa 90 euro.

Tieni presente che questo istituto mi ha cercato, e scelto, fra tutta la concorrenza presente sul web

Questo per dire che se il veicolo è vincente, può fare la differenza.
Almeno con certi clienti.
   
62.
Cromobox
12/03/2010 15:45:16 | Link a questo commento
@pierpaolo, ancora una conferma di come ci sia mercato per tutti e per tutto.
Per i più però 250 euro per un regalo aziendale potrebbe sembrare una follia, soprattutto se lo moltiplichiamo per 300.
Sono bei soldi, ma a livello di immagine quanto valgono?
Molto ma molto di più.
E poi quanto durà il ricordo del "veicolo"?
Di questo ancora non ne abbiamo parlato, ma parliamo di una percezione molto duratura nel tempo.
Scommetto che tra 2/3 anni i clienti ancora si ricorderanno il contenuto della confezione, perchè avranno ancora sotto il naso la confezione!
non credi?
roberto
   
63.
Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
12/03/2010 15:48:58 | Link a questo commento
@ Ale , @ Roberto,
Innanzitutto grazie perchè mi avete appena dato un'idea strepitosa che non vi dico perchè con buone probabilità la vedrete, poi io su di una operazione del genere non esiterei un millisecondo a calcare la mano e tanto.

Sono entrambi ottimi vini fatti da eccellenti persone, ecco, forse io ci avrei messo due vini appositamente realizzati per l'operazione giusto per accompagnare il senso della scatola, tuttavia anche così non meno di un 100 euro , non meno !

Non se la prenderà l'intenditore di vino, pazienza, non è il vostro target, qui il cliente deve amare e capire il progetto e basta.

E se la vogliamo dire tutta, non state vendendo vino, quindi uscite dalle logiche della vino costistica e pensate che con quella scatola che contiene due bottiglie voi vendete un'esperienza.. imho

Ciao
Paolo
   
64.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 15:52:37 | Link a questo commento
No, cromo, sul ricordo del contenuto non concordo.

Se il "veicolo" è così penetrante mette in ombra il contenuto.

Lo veicola, certo, ma non credo che il contenuto resti molto nella memoria, anche perchè la bottiglia dopo il consumo si getta via mentre le mie scatole avevano il coperchio che si staccava e si poteva appendere alla parete, diventando un "pannello didattico".

Suppongo che qualcuno lo abbia appeso nella sua cantina, in cucina, non saprei, ma loscopo è proprio quello di essere utile, diventare "fruibile".

Il senso del design, in fondo, è proprio questo.

Nel caso delle tue scatole, se ci lasci il marchio delle aziende allora si, resterà il ricordo di quelle bottiglie, ma il logo lo metti sulla scatola, e non sul coperchio, va da se che fra qualche anno chi avrà appeso alla parete quel disegno "senza" i loghi dei vini difficlmente se li ricorderà.

   
65.
Cromobox
12/03/2010 15:53:13 | Link a questo commento
@Paolo, ci sono voluti 63 commenti ma sei arrivato, e dritto al bersaglio, sintetico come un cecchino.

Quello è il target, quello è lo scopo, quello è l'obiettivo.

Poi tu hai visto dal vivo in due manifestazioni se non erro la curiosità della gente verso un "scatola di legno" ( l'ho virgolettato perchè mi piange il cuore a parlarne così, mi capirete )
raccontaci la tua esperienza in proposito, viene ignorata? viene vista con curiosita?
roberto
   
66.
Cromobox
12/03/2010 15:56:05 | Link a questo commento
@pierpaolo, con il ricordo non intendevo proprio tutti i nomi dei produttori e tutti i nomi dei vini ( mi sono espresso poco chiaramente io ), anche se ci sono buone probabilità che qualcuno venga sì ricordato, anche per via dell'aspetto didattico e fruibile del tuo "veicolo"
   
67.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 16:01:10 | Link a questo commento
mmmmhhhh ....... non saprei.

Per questo io punto proprio sul mettere, anche piccolo piccolo, un logo del cliente.

Sennò si finisce, come a volte è accaduto, di pensare che Alter-Eno sia un'azienda vitivinicola ...;o)
   
68.
Cromobox
12/03/2010 16:03:37 | Link a questo commento
vero anche quello, ma potrebbe essere risolvibile anche con un bindello da conservare, appositamente messo sulle bottiglie o una brochurina ad hoc all'interno al limite
   
69.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 16:10:08 | Link a questo commento
Cmq sia, tornando, al contenuto di questa cromobox ...

Se googli "vino e arte" escono fuori 6.900.000 risultati.

Qualcosa, forse, vorrà pur dirla in termini di bacino di mercato.
   
70.
Alessandra Rossi
12/03/2010 16:14:57 | Link a questo commento
@ Paolo: contentissima che ti garbi :-). E concordo con la tua opinione, il target non è qui. Oddio.. leggendo bene uno o due ce ne sono. E le scatole sono 10. Non ci credo che non si vendono anche solo sullo scaffale del ristorante.
Naturalmente aspettiamo che smetta 'sto freddo tremendo (nevicato davvero anche in Maremma) e che la gente ritrovi il piacere di uscire la sera.
   
71.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 16:15:05 | Link a questo commento
Un'altra cosa.

La storia dell'arte ci insegna che spesso questa è stata rappresentata attraverso "cicli" di opere, e non attraverso una singola opera.

Cicli che rapprentano fatti, accadimenti, settori, aspetti della vita.
Un pò come la genesi di Michelangelo nella Cappella Sistina.

Ecco, io più che a una singola opera penserei anche a un ciclo di opere.
Magari dello stesso artista, o anche di artisti centrati diversi sullo stesso tema.

Insomma, il campo di applicazione è talmente ampio che davvero c'è l'imbarazzo della scelta.
   
72.
Cromobox
12/03/2010 16:20:59 | Link a questo commento
@Pierpaolo, hai centrato un altro punto forte, ripetere l'iniziativa con altre opere, aprire un "ciclo"
   
73.
Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
12/03/2010 16:51:28 | Link a questo commento
@ Roberto,
Ho visto in azione le tue scatole e devo dire che attirano una certa fascia di clientela più di quanto mi fossi aspettato.

Onestamente non mi sono ancora fatto una mia idea personale, il fatto è che il "tema" che si sceglie di imprimere sulla scatola ne cambia fortemente la connotazione ed il messaggio ed io forse solo ora grazie a questa iniziativa ho trovato un mio senso..

Dopotutto .." Cascina I Carpini - Vini d'Arte " non è che è solo un Pay off o claim o come diavolo si dice .. :-))

Ciao
Paolo
   
74.
Filippo Ronco
12/03/2010 16:52:54 | Link a questo commento
Mi piace l'idea di un ciclo di opere.
Un, 10 pezzi unici una volta al mese. Ma che siano unici in tutto e per tutto.


Ciao, Fil.
   
75.
Cromobox
12/03/2010 16:52:59 | Link a questo commento
@Paolo, e il "claim" vini d'arte lo si evince anche dal tuo sito e dalle Tue etichette :-D
   
76.
Cromobox
12/03/2010 16:54:15 | Link a questo commento
@Fil, certo che devono essere unici, non vogliamo mica fare la figura dei "quaqquaraquà" :-D
   
77.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 16:58:30 | Link a questo commento
Cromo, voglio quache royalties per l'idea del ciclo di opere ..;o)

Scherzo naturalmente ... cmq mi sa che dovresti registrare questo aspetto della cosa, questo forse potrebbe essere oggetto di registrazione.
   
78.
Cromobox
12/03/2010 17:01:03 | Link a questo commento
@pierpaolo, è per questo che più sopra ho detto che anche se un'azienda stampa su legno non è mica detto che possa farlo senza incorrere in violazioni di brevetto di Cromobox :-))
l'abbiamo studiato bene, del resto sono 8 anni di lavoro, mica pizza e fichi :-P
roberto
   
79.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 17:19:59 | Link a questo commento
Non conosco i termini specifici della registrazione e non è certo il caso di parlarne qui. Casomai ne parliamo a voce quando ci incontriamo.
Chissà, forse al vinitaly (ma non so se riuscirò a venire), forse altrove.

Cmq bene, l'esperienza mi ha insegnato che è meglio una registrazione in più che una in meno ;o)
   
80.
Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro
12/03/2010 17:25:44 | Link a questo commento
cia ale,
tu lo sai come la penso, ma sono sempre quì ad incoraggiare le tue iniziative e a fare il tifo per te. non penso sarà facile fare numeri cmq non escludo che un mercato si possa trovare. questo è, secondo me, il tuo ruolo: cercare la giusta soluzione. la piazza di grosseto, intendo la città e non la provincia, mi sembra un po stretta ma alzando il tiro e individuando le giuste occasioni......
un saluto, vincenzo
   
81.
Alessandra Rossi
12/03/2010 17:30:32 | Link a questo commento
Per i cicli di opere ci vogliono le opere, giusto? Well, nel sito di Nilo Bacherini ce ne sono diverse decine, piacendo la scatola ed i suoi contenuti.
Il ciclo era in pectore, ho già predetto in caso di gradimento anche di "osare" con l'olio, ne ho parlato da giorni con 2 produttrici Anna e Pat, staremo a vedere come va questa.
Al LA16 ci sono già le loro piccole e preziose bottiglie di Perle Nere e de Il Brolo, mica pizza e fichi anche questi olii ;-).

@ Roberto: come concordato, dentro la scatola doc. con schede sintetiche informative e link. Poi mando file.
   
82.
Cromobox
12/03/2010 17:36:45 | Link a questo commento
@Vincenzo, piacere di conoscerTi.
Qui si è parlato molto del tuo vino e leggere il tuo intervento è un vero piacere.
La piazza di grosseto ovviamente è un beta-test, grazie alla disponibilità di Ale e di Bruno.
Spulciando tra gli utenti che hanno commentato questo post direi che si può replicare ovunque, il luogo non è assolutamente limitativo, anzi può essere un valore aggiunto per il produttore dei vini in grado di farsi conoscere ed apprezzare sul territorio, magari un territorio che prima non serviva.
Un saluto
roberto
   
83.
Alessandra Rossi
12/03/2010 17:38:44 | Link a questo commento
Vince', capiti bene :-) a dimostrazione di cosa voglia dire la bellezza insieme alla bontà, ecco i voti dati dai grossetani alle molte etichette proposte tra dicembre e gennaio, dove la tua ed il capatosta sono state giudicate le più belle http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=15751

Grosseto: se mi va via la luce, non sono connessa e mi limito a proporre queste scatole a Grosseto sicuramente 10 entro l'anno però le vendo ;-). Non mi pare di aver detto di aver trovato *soluzioni*, è un biz talmente piccolo che da solo non vuol dire nulla, solo una scatola, appunto.
Metti però che piaccia...
   
84.
Andrea Petrini @ Percorsi di Vino wine blog
12/03/2010 18:04:14 | Link a questo commento
Se vuoi vorreste acquistare del sassicaia comprereste la confezione special edition?
Al massimo potrebbe essere interessante, come ha fatto il povero Mascarello, creare delle etichette fatte a mano, uniche per ogni annata.
Poi, sempre secondo la mia opinione, alla gente non interessa che ci sia un brunello oppure un chianti. ci sono vini e vini e certo la scatola non aggiunge valore alla qualità del vino che in certi casi, non questo, può essere pessima
   
85.
Bruno - Ristorante La16
12/03/2010 18:19:01 | Link a questo commento
Grazie, per i commenti, trovo assolutamente fondati i principi di Pier Paolo e di Roberto, considerando il fatto che le tirature di queste scatole, le avevamo già decise a priori.
Andranno sul mercato, in tirature limitate alle opere che di volta in volta andremo a proporre, ogni serie avrà una fotolito originale e autografata dall'autore e di cui mi pregio di essere il figlio. Un artista per questo incarico e per apporre la propria firma su minimo 20 o 25 serie di cassette personalizzate a tiratura limitata, chiederebbe una notula professionnale altissima facendo innalzare i prezzi del prodotto finito e conterebbe poco che c'è dentro. Il potere delle fotolito sono la firma e la tiratura limitata e garantita dall'artista.
Il vino è arte, amarlo, desiderarlo, sorseggiarlo da un piacere fisico e mentale insostituibile, quando, in un connubio arte - arte, si riesce a raggiungere livelli, che secondo i vostri commenti sono abbastanza alti, il valore della confezione finale è sicuramente consono a target di clienti che valutano la confezione nel globale e a 360° non privilegiando a scapito dei vini o dell'opera d'arte, ma valutandola nell'insieme.
   
86.
Cromobox
12/03/2010 18:22:31 | Link a questo commento
@Bruno,
è un piacere leggerti.
Grazie anche di aver creduto da subito nel progetto di Ale e per la Tua disponibilità, e di Tuo padre ovviamente, senza di Voi ( Alessandra compresa ) niente si sarebbe mosso così velocemente.
Roberto
   
87.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 18:31:11 | Link a questo commento
Percorsi di vino tu, mi sembra chiaro, non appartieni al target di riferimento di questa operazione di marketing.
Perchè di questo si parla. Marketing.

Tieni presente che è stato realizzato qualche esemplare di mini minor (auto) con impresso nel coprimozzo il marchio (la stella) del sassicaia e sulla capote addirittura un'etichetta: http://www.omniauto.it/magazine/961/mini-sassicaia

La Gran Dame, il celebre champagne, ha commissionato a Riva (il costruttore dei mitici motoscafi) la produzione di una specie di cassapanca da entrobordo che è in vendita a una cifra esagerata: http://www.myluxury.it/articolo/champagne-cruise-collection-la-grande-dame-by-riva/4353/

Cosa vuol dire? Semplicemente che ci sarà in giro per l'italia qualche "fanatico" dl sassicaia che è disposto a spendere (non so quanto) qualcosa in più pur di avere quell'auto, con quel coprimozzo, da sfoggiare in pubblico.

Che ci sarà qualche centinaio di persone che all'interno del proprio yacht inserirà quella cassapanca (se mi sentono che la chiamo così ;o) di Riva.

Si tratta solo di qualche auto. Non di milioni di auto. Di qualche centinaio di "cassapanche", non di milioni.
E sopratutto si parla di cifre ben diverse della scatola di cromobox.

Quella mini aggiunge "qualità" alla bottiglia? No di certo.
La cassapanca allo champagne? idem come sopra.
Ma entrambe aggiungono un'altra cosa, non meno importante, a qui vini, ovvero il "prestigio".

Declinando questo esempio al mercato al quale si vuole rivolgere la cromobox non mi pare sia difficile pensare, visto il costo del contenitore e visto il contenuto, che possano avere un certo mercato.

La realtà e che tu, come appunto tutti quelli come te, per questo marketing non siete dei buoni "clienti" nelle enoteche.
Vivaddio non siete gli unici clienti delle enoteche, ce ne sono molti altri, certo la maggioranza, che badano al contenuto, ma anche alla suggestione, e le aziende che le commissionano, quelle scatole, sono attente certo a produrre dei buoni vini, ma anche al "prestigio" che la confezione può trasmettere ai propri vini.


   
88.
Alessandra Rossi
12/03/2010 18:38:02 | Link a questo commento
Bruno (85) e Pierpaolo (87): Augh.
   
89.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 18:50:25 | Link a questo commento
OT

Non so se gli altri enotecari concorderanno ma i cosidetti appassionati, esperti e via dicendo, sono cmq i "peggiori" clienti ;o)

Sanno tutto, conoscono i prezzi di mercato di ogni singola etichetta, finanche le variazioni in centesimi, conoscono i produttori, le recensioni delle guide ... sanno quanto costano le scatole ... insomma, non puoi in nessun modo difenderti ... e alla fine per evitare che possano parlar male di te influenzando negativamente i propri amici gli vengono concessi sconti che i clienti "normali" possono scordarsi.

Io almeno, nelle enoteche che ho avuto, quando entravano gli appassionati/esperti (perchè già li conoscevo o cmq perchè il loro modo di agire è inconfondibile, da manuale direi, ... prima o poi ne scriverò qualcosa ...) mi toccavo lì ... si, proprio lì ...;o)

La mia paura era che ci fossero già altri clienti "normali" in enoteca, o che arrivessaro mentre l'apassionato/esperto era ancora lì a disquisire su come mai quella bottiglia costava 19 euro quando da tizio la vendevano a 18.

Insomma, prima se ne andavano, meglio stavo.

;o)

   
90.
Patrizia Rampa de Il Brolo
12/03/2010 19:05:19 | Link a questo commento
ciao Ale e tutti.
L'idea come sai mi è piaciuta molto, vista nel suo "insieme", naturalmente prima di sposarla per l'olio vorrei vedere che tipo di rispostà avrà con i vini che se vuoi son già più facili da proporre. Tornando al prezzo, personalmente sarei disposta a pagarla tra gli 80/100 €. Fatta salva la qualità del prodotto contenuto, personalmente amo anche le cose belle ma che mantengano semplicità ed eleganza.
Ciao
Pat
   
91.
Filippo Ronco
12/03/2010 19:28:57 | Link a questo commento
Mah, mi rendo conto che probabilmente sono la persona meno indicata per intervenire in questa discussione. Pierpaolo il tuo commento 89 è infarcito di parecchi luoghi comuni, alcuni veri alcuni meno sui c.d. esperti o appassionati, che tali non sono. Quelli che hai descritto sono parvenue del vino, sono i neo sommelier appena freschi di diplomino, sono i cazzari del vino, quelli che hanno sputtanato intere categorie e contribuito più di ogni altro a rendere questo mondo chiuso.

Non mi preoccuperei del fatto che un cliente - esperto o meno - possa essere informato sui prezzi. Se basi su questo dato il tutto, sembra quasi che più uno è disinformato, più uno la prende nel culo (che in un certo senso è vero). Chi te lo avesse menato tra 18 e 19 euro è un pirla, se può rincuorarti.

Io credo che andiamo tutti verso un mondo sempre più trasparente grazie alla rete. la sfida non è tanto inculare i fessi quanto stupire gli instupibili.

Ciao, Fil.
   
92.
Alessandra Rossi
12/03/2010 19:33:42 | Link a questo commento
Fil, anche il tuo è un generalizzare allora, sarà perché rispondevi ad un commento generalista.. Fatto sta che è proprio l'informazione e la trasparenza della Rete, qui, che sta posizionando il prodotto.

Non c'è chi ha torto o ha ragione, ci sono indirizzi d'acquisto diversi piuttosto evidenti. Il mondo è bello perché è vario (ma mi pare d'averlo già detto :-)), quindi non c'è bisogno di *convincere* nessuno. Basta incontrarsi tra *già convinti*. E la Rete è, appunto, un modo.
   
93.
Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
12/03/2010 19:38:52 | Link a questo commento
@ Bruno,
Mi è piaciuta !

   
94.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 20:06:54 | Link a questo commento
Be Filippo sì, molti erano quelli che hai chiamato "cazzari" parvenue, ma molti anche quelli che, effettivamente erano esperti/appassionati (ma forse varrebbe la pena capire cosa vuol dire appasionati).

Io penso che, almeno alcuni di questi, lo facessero davvero apposta ad assumere quell'atteggiamento, un pò come quando entra un finanziere in divisa ma senza fare dei controlli compra una bottiglia ecco ...;o)

I problemi che le enoteche scontano amaramente sono dovuti a molti fattori, ma i clienti esperti, meno di quelli "normali", sono disponibili a capirli:

Studi di settore: per il fisco non puoi stare in piedi se una bottiglia che hai pagato 10 non la vendi "almeno" a 20.
Ma se lo fai sei un ladro.

Poi ci sono i problemi legati all'ubicazione, e quindi al canone di affitto che paghi, se non sei il proprietario.
Un conto è avere una enoteca in periferia, un conto è averla in centro città.
A firenze una vinixiana mi ha proposto un locale da 60 mq per 1.600 euro al mese!

La luce, le tasse per l'insegna, il riscaldamento, il condizionamento d'estate ... gli assaggi ... il pagamento con le carte di credito che ti "decurtano" l'incasso di qualche euro così, di botto ... etcetera

Alla fine sono tutti costi che devono essere pagati.
Però tutti questi discorsi sono difficili da far capire agli esperti/appassionati.

Ho sempre trovato molta più disponibilità a comprenderli dai cosidetti clienti "normali" o dai "passanti" per shopping.

Chi va in centro a fare shopping sa che quei negozi sono generalmente più cari proprio per via dei costi di gestione diversi.

L'appassionato invece sembra non saperlo, o cmq a lui non interessa: tu sei un ladro se gli ricarichi una bottiglia di 5 euro in più dell'enoteca di periferia.
Senza rendersi conto di tutto quello che significa stare in centro, offrendo dei servizi diversi, come il sacchetto carino che gli dai (che per lui sembra che cada dal cielo e invece già solo quello costa all'enoteca almeno 1 euro).

La confezione regalo, io su questo ho una certa esperienza, so che chi vuole distinguersi è disposto a pagarla, e non mi sento di "sodomizzarlo" se gliela vendo a 25 euro se per costruirla ci ho messo oltre un'ora di lavoro, più il materiale e la scatola grezza.

La sfida, secondo me, almeno per il mercato delle enoteche, è quella di rivedere "completamente" gli studi di settore, altrimenti il loro destino è quello di vederle sciogliersi come neve al sole, come infatti già da tempo accade.

Le etichette di vino sul mercato sono decine di migliaia, e non credo che grazie alla rete un consumatore "normale" possa essere avantaggiato in termini di trasparenza in quanto lui non sta a perdere tempo sul web, entra in enoteca, ha dieci/venti euro di budget, e si lascia consigliare oppure si affida al proprio fiuto/suggestione.

Volendo potrei aprire una enoteca con una prevalenza vini che non sono presenti sul web, e averne a centinaia, sconosciuti e difficilmente rintracciabili dal punto di vista del loro valore di mercato.

Se proprio volessi raggirare, insomma, i modi ci sono: io parlo di beni e servizi, Filippo, che devono essere pagati, solo che gli esperti/appassionati, generalmente, pensano di essere all'interno della cantina di un'azienda vitivinicola anziche all'interno di in un negozio.

I consumatori "normail" invece, lo sanno bene dove si trovano, cercano quel che gli piace, chiedono quanto costa e, se il bene soddisfa il loro bisogno di suggestione, lo comprano.

   
95.
Filippo Ronco
12/03/2010 20:22:40 | Link a questo commento
Ci saranno anche persone che entrano nei negozi senza voler pagare. Io quando vado in enoteca pago normalmente. E ci vado spesso, proprio perchè non ho un vinix live ! al giorno e non ho possibilità di andare in cantina tutti i giorni e anche perchè andare in enoteca è piacevole.

Ma scusate, stiamo virando off topic.

Ciao, Fil.
   
96.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
12/03/2010 20:37:12 | Link a questo commento
Si, stavamo uscendo dal discorso. Ma non di tanto.

In fondo il discorso è collegato: tu, da appassionato, non dai valore a quelle confezioni di cromobox.
Per te è il contenuto ad essere importante.

Al contrario i consumatori "normali" il valore glielo danno.

Ecco perchè come sopra ho detto, per me gli appasionati erano una sventura e al contrario i consumatori "normali" una benedizione.
Oltre naturalmente a tutto il resto che ho detto.

Cmq la mia è solo una esperienza di dieci anni in due enoteche gestite direttamente e tre seguite dall'esterno.
Magari non a tutti sono capitati gli stessi clienti "appassionati" che sono capitati a me.

Ciao
Vado a cena
Pierpaolo
   
97.
Vincenzo Ciaceri - Poggioaltoro
12/03/2010 23:17:09 | Link a questo commento
@roberto
il piacere è mio e scusa se non ho risposto prima, ma sono dovuto uscire e torno solo ora.

una cosa è certo questo post ha attirato l'attenzione di molti. il numero di commenti lo dimostra chiaramente.

saluto anche bruno con gran piacere e passerò a trovarti presto con la sorpresa che sai.

mi avete fatto venire la curiosità di queste scatole spero proprio di vederle presto da bruno.

buona notte a tutti, vincenzo
   
98.
Sanlorenzo
12/03/2010 23:42:35 | Link a questo commento
Ciao a tutti,
scusate la latitanza ma sono stato sotto la neve e senza luce da martedì a oggi pomeriggio.
O partecipato molto volentieri a questo progetto di Alessandra, che ringrazio per avermi coinvolto, credendo prima di tutto nella sua professionalità e capacità di creare sempre cose interessanti nonchè di far nascere sia sinergie che belle discussione.

@ Roberto, nonostante alcune volte ci siamo "incontrati" online fino ad ora non avevamo mai approfondito ci voleva Alessandra........

Luciano
   
99.
Vinisani Distribuzione - di Mimmo Sciutteri - Piccole Vigne da Vignaioli Veri
13/03/2010 07:54:55 | Link a questo commento
Buongiorno a tutti.
@Pierpaolo.
Premesso che anche per me il contenuto è importante, tanto importante che mi accontenterei d'una etichetta scritta anche a mano come faceva un vignaiolo che produceva? (Greco di Bianco).

Per gli appassionati che parli tu dovresti aggiungere qualche alto aggettivo: Moda, guida dipendente, piacevolezza dipendente, famoso dipendente, estero dipendente, ecc.

Ma certamente forse non parliamo degli stessi appassionati, ormai razza in estinzione, di cui magari io faccio parte.

Il problema secondo che in questo paese quando si parla di alimenti dell'alto valore organolettico sono in pochi a voler pagare un giusto prezzo, purtroppo una percentuale che cresce molto lentamente.

Come abbiamo detto in molti qui su Vinix è molto più facile spendere per un cellulare che dopo pochi mesi getti via.

Cosa intendi per consumatore normale? quello che non conosce la differenza tra un Aglianico ed un
Nebbiolo?

Parli dei problemi dell'Enoteche. ma molti se li creano loro.
Secondo te perché uno ricarica il 45% e l'altro 85%.
Secondo te perché quasi tutti hanno gli stessi vini. ecc.


Io ritengo che quando u'azienda non riesce a vendere il vino non risolve il problema dando un valore aggiunto d'un artista, in questo caso fa un favore solo all'artista (che tra l'altro penso che non né abbia bisogno)

Si corre anche il rischio che se il vino non è all'altezza dell'opera d'arte è il vino ad essere buttato via è non il contenitore.
@Fil è piacevole andare in enoteca, ma solo se trovi un titolare preparato.
Cordialmente Mimmo
   
100.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
13/03/2010 09:20:34 | Link a questo commento
Per me un consumatore "normale" è una persona che ama il sapore/pofumo del vino "buono" ma (sintetizzo):

- non è disposto a spendere più di 20 euro (al max, per le occasioni importanti) per una bottiglia vino;
- rifiuta di pensare che, per bere/mangiare bene, si debbano spendere cifre da capogiro;
- non sa distinguere tra un vitigno e l'altro;
- non legge le guide nè riviste specializzate;
- non è, genericamente, "informato";
- non conosce la normativa e non gli dà importanza;
- non conosce la terminologia usata per la degustazione e, anzi, guarda ad essa come ad un fenomeno snob;
- entra in enoteca sopratutto per fare dei regali e non per il proprio consumo (in genere si rifornisce alla GDO): *e quindi apprezza le confezioni regalo*;
- predilige l'acquisto di vino sfuso da imbottigliare da se;
- durante lo shopping sta, generalmente, con i piedi per terra.

Potrei andare avanti ma mi fermo qui.

Per esclusione quindi, l'appassionato, è più o meno l'opposto di questa descrizione.

Moda e compagnia bella (esterofilia, etc.) non rientrano affatto nella mia descrizione del cliente "normale", e anzi direi che è impermeabile ad essa, in quanto non si lascia facilmente condizionare.

Poseguendo con la disamina del tuo commento direi che con il ricarico del 45/85% vorrei vederti gestire una enoteca, con tutti i vari costi, le tasse, l'inail, l'inps, e con quel che resta viverci.

Praticamente impossibile, a meno che tu non abbia altre risorse/fonti di reddito (grossista, somministrazione al pubblico, fornitore a tua volta di ristoranti, rappresentante, etc).

Cantina Li Seddi e San Lorenzo non credo abbiano problemi a vendere i propri vini solo che, contrariamente al tuo pensiero, sono aziende con amministartori giovani, aperti e innovatori che guardano al mercato non solo in termini di business, ma anche in termini di "piacere" nel soddisfare le esigenze, i bisogni, i desideri del cliente al quale intendono riferirsi.
Una politica commerciale, questa del packaging, che paga certamente di più di una brochure ben fatta (che non costa molto meno) contenente informazioni del quale il cliente "normale", poco interessato agli aspetti tecnici/teorici/filosofici, non se ne fa un bel niente, e finisce presto insieme ai quotidiani nella carta da riciclare.

La contaminazione fra packaging e prodotto è reciproca, deve essere reciproca, un pò come l'abbinamento cibo-vino, dove l'uno e l'altro si valorizzano vicendevolmente, esaltandosi.

Certo che se bevi un brunello con le sardine in carpione non ci siamo proprio.

L'enoteca è un negozio dove si vende il vino, di tutti i generi, per tutte le tasche. Finanche quello in piccole damigiane.

Ma l'appassionato, in genere, va subito davanti allo scaffale dei Supertuscans, dei Cult Wine, degli Outsider, snobbando in genere un pò tutto il resto (salvo che non sia spiantato).
Si "commuove" davanti a quelle bottiglie, si lacera nel tormento di possederle. Si vanta, quando riesce ad ottenerle e assaggiarle.
E corre subito a recensire quel vino sul suo blog.

Dimostrando, di fatto, che alla fine chi è più "guida dipendente", "piacevolezza dipendente", "famoso dipendente", "estero dipendente", è proprio quest'ultimo, e non, invece, il consumatore "normale".

La confezione regalo, perchè questa è la cromobox, è una delle centinaia di proposte di questo settore.

Un settore con un volume d'affari vertiginoso, tanto che, giusto per fare un esempio, da ottobre fino a dicembre nelle periferie delle grandi città vengono affittati dei capannoni proprio con lo scopo di allestire delle mega esposizioni da proporre per la regalistica aziendale (i capannoni sono necessari proprio a causa del grande volume che le confezioni regalo generalmente occupano).

Insomma, siamo su posizioni diverse.
Ma credo che questo dipenda più che altro dal fatto che non conosci l'argomento marketing, nè, come molti appassionati, sei molto sensibile alla suggestione delle cose "belle".

Per fare un paragone forse un pò inopportuno per me una bella donna è una bella donna, ma se è vestita in un certo modo, che sia alta moda o casual o country non importa, può essere non solo più bella, ma anche più "interessante".

Per altri invece (leggi "l'appassionato"), invece quello che conta è "il corpo" della donna, riducendo il tutto alla consumazione/possedimento del contenuto.

Ecco, forse la differenza fra l'appassionato e il consumatore "normale" è proprio questa: il consumatore "normale" è capace di emozionarsi anche solo osservando la profondità dello sguardo, senza bisogno di possedere.

Insomma, alla fine, non è altro che una visione maschile e una femminile del mercato.

Ciao
pierpaolo




   
101.
Alessandra Rossi
13/03/2010 10:20:35 | Link a questo commento
Una cosa è certa, qui su Vinix seppure con competenze diverse, siamo tutti persone che ci tengono a sapere cosa diamine mangiano e bevono, un'alta percentuale di noi sindaca sulle modalità produttive di un vino o di un olio, sulla differenza che fa una barrique nuova o una esausta o avere un frantoio proprio.. Siamo vivaddio pragmatici e consumatori attenti.

Ma leggendo i post altrui, anche quelli più "tecnicistici", non si può non notare la parola "emozione" come una delle più gettonate. Poiché ad un certo punto si smette di parlare di sangiovese o di barbera o di viognier e si parla di "cosa mi ha trasmesso quel vino".
Anche qui se smettiamo di parlare di scatola e parliamo di bellezza, monetizzarla (come per certi supertuscan) può essere arduo e rispetto le posizioni di tutti poiché ognuna, leggendovi, ha la sua motivazione.

Ma una cosa me la dite per piacere: è bella?
   
102.
Vinisani Distribuzione - di Mimmo Sciutteri - Piccole Vigne da Vignaioli Veri
13/03/2010 10:20:35 | Link a questo commento
Pierpaolo.
Io non ho detto Che San Lorenzo o Cantina Liseddi, hanno problemi a vendere vino.
Ho parlato in generale.
Comunque penso di saperne abbastanza quale sono le cantine che vendono e quali sono i problemi del vino.
Quindi secondo te io sarei un vecchio rincoglionito che non e dinamico e non conosce il Marketing ecc.
Ma mi sa che la solitudine ti fa male.

Stai facendo molta confusione tra normale e appassionato, per dirla in maniera soft.


Forse di vino me né intendo un po’ ma preferisco lasciarti qui, che questo post non è mio.


P. S. quando vuoi ti porto io in delle Enoteche che ricaricano il 45% è sono vive da 30 anni.
   
103.
Vinisani Distribuzione - di Mimmo Sciutteri - Piccole Vigne da Vignaioli Veri
13/03/2010 10:29:24 | Link a questo commento
Io te lo dico subito.
Minchia è bellisssimaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa.

E' per i chi non vuol capire, sta propio quì il rischio il vino deve esssere all'altezza.
ciao
   
104.
Filippo Ronco
13/03/2010 10:59:58 | Link a questo commento
@Ale
A me piace molto se togliete i loghi delle aziende dalla scatola e la lasciate "pulita" solo con la serigrafia e magari una mini-dedica dell'artista. Già detto più sopra.

@Mimmo
Io di solito vado da Sergio Rossi o da Antonio di Vino e Cucina o da Sergio de La Brinca (più raramente per via del tragitto). Penso siano tutti e tre persone con cui è bello - in modo diverso - parlare di vino.

Ciao, Fil.
   
105.
Alessandra Rossi
13/03/2010 11:15:47 | Link a questo commento
Fil, concordo con te, sarebbe senz'altro molto più bello, un vero quadro. Ma allora dovrebbe veramente costare 180/200 euro. Si lo so che hai una percezione diversa, ma allora credimi, la gente quel coperchio lo incornicerebbe a buon titolo e varrebbe un botto, con una dedica.
Per rispetto ad un autore che ci ha messo una vita ad avere certe quotazioni, non si può vendere a meno. Immagina poi i galleristi che già lo vendono.. mica gli piacerebbe vedere che una lito su legno del Bacherini, con dentro 15+33 = 48 euro di vini, dedica e nr. limitato a 10 pezzi, costi SOLO 100 euro!

Sarebbe bello e forse magari domani si farà, ma prima bisogna raggiungere il target giusto e questo è un primo micro-passo. Per quanto micro, però, deve avere la sua logica.

Secondo me da Bruno (e sul suo sito) una scatola cosi' potremmo proporla intorno ai 70-75 80-90 euro per le due versioni (con Brunello o con Rosso).
L'opzione "coperchio che diventa un quadro" me la giocherei più in là ed a un prezzo diverso.

Anche se guardando bene, qualcuno di buona volontà ed un seghetto fino, taglia la parte anteriore dei loghi di questa scatola ed un quadro lo ha gia', ma facciamo che allora la prossima volta gli proponiamo UN QUADRO GIA' INCORNICIATO come coperchio.
Se allora gli chiedi 200 euro ha un senso non solo soggettivo, ma con basi di mercato (dell'arte).

E per buona pace di Mimmuzzo: iù solo vini (o oli) super ci metto in queste scatole! Attìa, mi conosci ah :-).
   
106.
Cromobox
13/03/2010 12:15:58 | Link a questo commento
Ciao a Tutti, scusate l'assenza ma ho dovuto litigare con il WIFI :-)

Eccomi di nuovo tra di voi, salutando cordialmente in Primis Lorenzo, si è vero, noi ci siamo incrociati più volte online, ma ci voleva proprio quel diavolaccio di Alessandra per metterci uno di fronte all'altro.

E' un piacere anche poter leggere le opinioni di Mimmo.

Vorrei fare anche un pubblico complimento ad Alessandra, visto che da un'idea al telefono in 3 giorni ha definito sia gli accordi sia la grafica sia il post :-)
Brava Ale

Saluti a tutti

   
107.
Alessandra Rossi
13/03/2010 12:45:11 | Link a questo commento
Roberto grazie, ma anche stavolta ho solo 1 merito: quello di aggregare e magari saper presentare *valori* che altri hanno creato.
Quanto ai tempi brevi, in realtà sono 7 i giorni e cmq è una scatola, appunto :-).
Non c'è tutta 'sta logistica da organizzare: ti devo mandare un file e tu mi mandi le scatole. I vini ci sono. Se ci fanno un ordine della scatola online si impacchetta e si spedisce.
Si farà come fanno le cantine: con uno sconto per acquisti multipli.. e degli sconti per chi ordina prima, o per gli iscritti a Tigullio, anche, ti pare corretto Fil?

Insomma, s'è cominciato ieri con questo post, una volta definito il prezzo (e ci siamo mi pare..), domani secondo voi cosa fo, non inizio a venderlo? Embeh.. Non sarei coerente col mio core business: la mamma.
   
108.
Alessandra Rossi
13/03/2010 12:54:06 | Link a questo commento
Stefano, mentre tu pubblicavi io scrivevo il 108, ora che ti leggo ti correggo: i *molti* inviti sono stati 3 in un anno.
Al 2° mi cazziasti perche' mentre io sono iscritta alle tue news, col cavolo che tu avevi accettato di seguirmi su Vinix, quindi mi dicesti chiaro e tondo che se volevi vedere i miei video te li andavi a cercare da solo!
Me la so' presa a male (so' mezza sicula) ma ho continuato a leggere i tuoi contenuti e ora che mi hai ricontattata e mi hai persino risposto qui, prometto davanti a testimoni ;-) che col cavolo che ti mando più una segnalazione di un post su Vinix!
Ma te però.. che scrivi anche su Tigullio... su Vinix vienici spontaneamente a razzolare un po' più spesso, ovvia, un te la tirare così tanto :-).

T'ho invitato perche' ti leggo, appunto. Sapevo che hai un'opinione valente data da un'approfondita cultura, molto più approfondita della mia, che mi interessa sapere. E non è 'na sviolinata.

Hasta la pasta y el vino
Ale
   
109.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
13/03/2010 16:20:16 | Link a questo commento
Mimmuzzo ti voglio troppo bene per replicare ancora e poi lo sai, in fondo io non faccio altro che estremizzare.

Però sono curioso di conoscere quelle enoteche che ricaricano il 45%.
Cioè vorrei sapere se pagano l'affitto o se l'immobile è di proprietà (visto che sono lì da 30 anni è plausibile), se per caso vivono con chi ha un altro reddito, appoggiandosi ad esso nei momenti di difficoltà e, sopratutto, come fanno con gli studi di settore.

Probabilmente fanno quello che fanno tutti, ovvero "giocano" con le rimanenze di magazzino, per dimostrare che se non hanno ricavato quanto previsto dagli studi di settore è perchè la merce ce l'hanno ancora in magazzino (ma in genere è un artifizio).

Altrimenti davvero, non so come spiegarmelo ... almeno, i numeri non tornano.

Ciao a tutti
Pierpaolo
   
110.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
13/03/2010 18:56:56 | Link a questo commento
OT

A conferma che il mondo degli appassionati del vino è "vagamente" declinato al maschile: http://www.rexbibendi.com/forum/viewtopic.php?f=2&t=3556

Da notare il "soffocone" con l'abbinamento dei "saltinbocca alla romana".

Roba da caserma è dire un eufemismo ...;o)
   
111.
Alessandra Rossi
14/03/2010 07:19:08 | Link a questo commento
Restando in tema: QUESTA VERSIONE QUI è un'altra cosa.
http://www.vinix.it/myPhoto_detailPhoto.php?ID=16461
Fil, era ciò che intendevi?
   
112.
Alter-Eno/Pierpaolo Paradisi
14/03/2010 22:43:31 | Link a questo commento
   
113.
Cosimo Errede
16/03/2010 19:35:55 | Link a questo commento
Però i CAZZARI del vino son altra cosa...! Magari quelli a cui si riferisce Filippo chiamiamoli principini,cazzabubboli, come vi pare, ma non cazzari. I cazzari contribuiscono ad aprire questo mondo verso l'esterno. I cazzari veri ovviamente... ;o)

http://www.vinix.it/myDocDetail.php?ID=3404

Cosimo
   
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