Parlo da padrone di casa: io sono molto felice!
All’arrivo Paolo, Elenora e Patty mi hanno permesso di inaugurare le danze con un tagliere di affettati accompagnati col Bianco di Tollu. Nel frattempo sono arrivati altri produttori, abbiamo intavolato una piacevole chiacchierata e rapidamente ci siamo fatti fuori 3 bocce (qualcuno, non faccio nomi: Paolo, ha detto che le bottiglie erano bucate....:-)) possibile!).
Il clima che si è instaurato è stato da subito piacevole per tutti, e gradatamente è cresciuto durante il giorno per culminare alla cena, che più che una serata con abbinamento cibo vino sembrava una cena tra amici. Per non parlare della quantità di vino che si sono scambiati tra loro i produttori.....(a proposito di baratto wine day...)
E’stata tosta, come negarlo, organizzarlo e spingere fino all’ultimo senza fare il solito chiasso, andare a cercare tutti quegli angolini del tuo network nei quali sai che ci sono persone interessanti ed interessate...sia dal punto di vista dei produttori (non mene vogliano i non convocati, ma la scelta è stata ponderata per ciascuno e per diversi aspetti) sia dal punto di vista degli invitati (da parte mia) che della pubblicità (o meglio assenza della, come ha giustamente ricordato Fil a cena).
Il traffico complessivo è stato moderato, diciamo una cinquantina di persone incluso chi si è fermato a cena, ma gli ambienti non permettevano molto di più. Molte le disdette dell’ultimo minuto, diciamo che potevamo rischiare di arrivare a 100 complessivi. Pochi quelli che non avevo chiamato io direttamente, direi il 10%.
Ora direte voi, è andata bene o male?
Per me bene, ho ricevuto diverse telefonate dai produttori circa il piacere di avere a che fare con un pubblico così interessato e chi non ha potuto esserci a cena è stato dispiaciuto perché gli piaceva il clima che si era creato, mentre dal pubblico la felicità era quella di avere produttori così interessanti, oltre che quel clima...e voi direte ma dove vuole arrivare?
Allora, riassumo per evitare sonni, l’evento è stato pensato e organizzato da me per ottenere nel piccolo spazio che avevamo a disposizione il migliore mix possibile di convivialità e piacere di stare insieme, qualità della relazione, qualità dei prodotti e attenzione reciproca.
E le vendite come sono andate?
Le vendite dirette a mio modo di vedere non potevano che essere marginali, ma ho comunque diligentemente chiesto ai produttori di non farsi trovare impreparati (Fil mi aveva pungolato :-) ): in generale il 95% del vino è tornato a casa.
Ma non era quello il punto, o meglio non lo era per me: se si vuole “vendere” i volumi da realizzare devono avere zeri in più, probabilmente se si cercano ristoratori va anche fatta il lunedì e magari bisognerebbe spendersi maggiormente in pubblicità. Ma, ribadisco, per me non era quello l’obiettivo.
Perché velo dico? Perché siamo qui per condividere non per parlarci addosso, no?
Magari nei commenti di seguito potreste cominciare a dire le vostre opinioni sui prodotti e sui produttori, che ne dite?
Così completiamo con lo spirito con cui abbiamo realizzato l’evento!