Quis custodiet ipsos custodes ?
Caro lettore,
va ormai a memoria storica quello che fu il decreto del 4 agosto 2006 (operativo dal 1° novembre) firmato dal Ministro delle Politiche Agricole, De Castro e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 17 agosto 2006, inerente la “vigilanza sul controllo della produzione dei vini di qualità prodotti in regione determinate, V.Q,P.R.D”: quando cioè fu dato il via ai controlli “erga omnes” da parte dei Consorzi di Tutela dei Vini. In quella data, l’evento ebbe tutto l’appoggio del sottoscritto che vedeva nei produttori stessi quel ruolo di sentinelle del territorio che è sempre stata la bandiera della sua carriera di dirigente cooperativo.
Ma questo convincimento si è dovuto ben presto trasformare a seguito della triste constatazione che il decreto veniva interpretato da molti, non solo in ambito locale ma anche in quello regionale, come una pericolosa posizione di potere: in conseguenza di ciò, il primitivo atteggiamento si è trasformato in breve in una ferma opposizione a tutto campo.
Tutto ciò premesso, mi conforta grandemente constatare che a distanza di soli 3 anni la norma ha mostrato tutti i suoi limiti e ci è voluto il deciso intervento della Commissione Agricoltura dell’Unione Europea per porre fine a quello che era apparso subito come un un sistema studiato per favorire coloro che si stavano arroccando a difesa di posizioni personali onde poter gestire insindacabilmente il proprio potere. E lo ha fatto sulla base del principio enunciato dal grande scrittore romano Giovenale e riportato nel titolo, che nella sua VI satira scritta nei confronti dei decadenti costumi dell’epoca, notava che “va bene mettere i custodi, ma chi custodirà gli stessi custodi ?”.
In pratica la Commissione, con l’emanazione del Regolamento 479/2008, operativo dal 1 agosto 2009, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, ha sancito che da tale data i Consorzi non potranno più esercitare alcun controllo sulla produzione dei vini di qualità, DOCG e DOC., in quanto essi stessi sottoposti a controlli nelle persone dei loro iscritti, ma che detti controlli vanno affidati ad organismi diversi come Enti pubblici o società esterne, create a tal fine e a ciò deputate dopo adeguate verifiche ministeriali.
In conseguenza di ciò, nel caso della DOCG “Morellino di Scansano”, si sono aperte due possibilità: o affidare l’incarico di vigilanza a un Ente, come la Camera di Commercio di Grosseto, che unisce all’indiscutibile caratteristica di essere “super partes” anche quella di un’indubbia professionalità e competenza, nonchè quella di una richiesta economica assolutamente compatibile con le pressanti richieste dei Produttori (si parla di 0.8 €/hl fra produzione, vinificazione e imbottigliamento) o, come da alcune parti si è ipotizzato, affidare detto incarico a una società esterna che parrebbe avere le caratteristiche previste dal citato Regolamento europeo e dalle disposizioni ministeriali.
Quest’ultima sarebbe stata individuata nella società "Valore Italia" che fa capo a Federdoc e Csqa, e che quindi, com’è facilmente intuibile già in prima battuta, non garantisce quella autonomia che invece i Produttori soci conferitori della Cantina Cooperativa dei Vignaioli di Scansano, che io rappresento in qualità di Presidente, pretendono. Oltre a ciò, i costi previsti per l’affidamento di detto incarico alla “Valore Italia” assommerebbero a ben 4, 5 €/hl.
A questo punto, la scelta ipotizzabile , sia in termini normativi che economici, è talmente evidente da essere plateale, mentre si rafforza in chi scrive il convincimento, più volte manifestato sia in ambito provinciale che regionale e nazionale, che il criterio di controllo “erga omnes”, sia stato ideato per sottoporre tutti i produttori di un determinato territorio a DOCG , iscritti e non al Consorzio di Tutela, a un minimo di controllo, ma che sia stato poi interpretato e gestito– come hanno dimostrato i fatti - non tanto per la tutela e la valorizzazione del prodotto “Morellino” ma per altri intendimenti che lasciamo comprendere e interpretare a chi avrà la bontà di leggere queste mie sofferte righe.
Benedetto Grechi, Presidente della Cantina Cooperativa dei Vignaioli di Scansano (GR)