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Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
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Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
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Sulla nuova OCM e sul consumatore assente
Ho finalmente trovato tempo e voglia per studiarmi il contenuto della nuova proposta OCM Vino e non la trovo ne moderna ne attuale come sperato. Mi sono soffermato su argomenti come lo zucchero, i mosti d’importazione, le denominazioni, i diritti, gli espianti e via dicendo.. Ancora una volta non ho trovato traccia di attenzione verso il consumatore, cioè colui che è la ragione di esistenza di chi produce e commercializza vino. Il mercato, basta da solo a governare le scelte dei produttori, ti premia o ti cancella in base al suo insindacabile giudizio. Dal mio punto di vista, dichiaratamente liberista, basterebbe che le decisioni prese ad alto livello fossero sempre e solo volte ad informare, tutelare e promuovere il consumo con la massima trasparenza e se così fosse, la conseguenza sarebbe, che noi produttori saremmo maggiormente sollecitati a prendere da soli le giuste decisioni come molti hanno sempre fatto da sempre. Non impediamo l’uso di mosti arricchiti o importati, non facciamo la guerra allo zuccheraggio, non limitiamo la crescita di una azienda con tutte queste regolamentazioni sull’impianto e sull’espianto, perché comunque, alla fine ci pensa il mercato a dettare le regole .Lasciamo libero il consumatore di scegliere tra un prodotto e l’altro, ma diciamogli anche chiaramente come lo abbiamo ottenuto, e diciamogli tutto però. Le denominazioni da sole non sono mai state una garanzia, anzi in qualche occasione sono state persino controproducenti per la denominazione stessa. D'altronde credo che non sia difficile per nessuno trovare grandi differenze di qualità in prodotti della stessa denominazione, prezzo incluso .Sono convinto che se le bottiglie fossero corredate da etichette serie e complete, ci troveremmo scritte delle belle differenze di processo, di varietà,di componenti/ingredienti, di caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche che la sola denominazione non porta e non porterà mai in evidenza . Dirottiamo un po’ di tutti questi stanziamenti nella copertura di spese di comunicazione e diffusione della cultura del vino che sono lasciate a carico di pochi intelligenti produttori di qualità e/o operatori del settore. Dopodiché libero, ma consapevole, il consumatore avrà modo di scegliere il vino fatto con i mosti d’importazione, con i trucioli o con le essenze e tutti i trucchi da prestigiatore possibili, così come di preferire la bottiglia fatta con la massima passione e qualità da vitigno autoctono certificato proveniente da terreni storicamente vocati e lavorati sapientemente e sarà in grado di riconoscerne la grande vera differenza, e anche giustificare la differenza di prezzo. E chissà, dovendo mettere gli ingredienti in etichetta, forse vedremo qualche bottiglia in giro dove “ contiene uva “ non è poi così scontato che ci sia…… Mi sembra giusto terminare questo commento dicendo che chi mi conosce sa che io adoro il vino, bello sano e genuino, lo produco sempre convinto che il vino si fa sulla pianta, da vigne autoctone allevate con amore ed in bassissima resa. Il vino me lo coccolo e me lo godo ed in cambio mi da grandi soddisfazioni. Quando il mercato mi premia impianto nuove vigne e quando non sono capace di farmi premiare non le espianto, imparo a fare meglio, se distillo lo faccio solo per piacere e per senso di completezza nella gamma dei prodotti. Tutte le cantine di successo che ho avuto l’onore di visitare sono seguite da persone che la pensano anche meglio di così. Non credo che vedrò mai in queste realtà neanche l’idea di utilizzare certe pratiche e questo mi fa stare bene. Ora sono gli industriali e gli importatori che a mio avviso devono usare la loro coscienza e guardar ben oltre il portafoglio perché certo che l’economia è importante, ma lo è di più il rispetto del consumatore.
Paolo Carlo Ghislandi
www.cascinacarpini.it
Tags
ocm, ocm vino, consumatore
Postato il 16 Luglio 2007 alle 14:42:14 | Permalink | Condividi su Twitter Facebook Friendfeed Delicious
 
Questo contenuto è stato letto 571 volte
4 Commenti invia un commento
 
1.
Ugo Brugnara
17/07/2007 10:50:52 | Link a questo commento
Prima di rispondere a queste simpatiche e profonde osservazioni, ho volute rendermi conto di chi era l’interlocutore e sono andato a vedere il sito di “cascina i carpini”. Non tutto mi è chiarissimo ma ho capito due cose: 1) grande amore nel condurre il vigneto. 2) grande intelligenza nel gestire il vino ed il suo collocamento sul mercato. Mi chiedo, per contro, quale può essere il prezzo di ogni singola bottiglia per poter produrre utili tali da mantenere una famiglia. Perché i costi del piccolo vigneto, della cantina e della gestione devono essere alti. Butto là a caso un prezzo di vendita medio: minimo Euro 15 per bottiglia. Quello che maggiormente mi ha colpito è però il testo dell’autore del post su Vinix. Mi ha colpito l’ottimismo e l’ingenuità delle sue parole. Bello sentir parlare di amore per la vite, per il vino, per la fatica di produrre vino buono e genuino. Bello, ma utopistico sentire che il mercato premia i bravi e i buoni ma colpisce chi sgarra. Eh no, caro signore! Cosa mi dice dei 25.000 ettolitri di prosecco di contrabbando sequestrato giorni fa in varie province italiane del nord Est? Lei crede che non si sappia dove va a finire? Lei crede che vada nelle piccole cantine dei poveri diavoli? Eh no caro signore, vanno in altre parti dove c'è grande capacità di vendere qualcosa che si chiama Prosecco. L’etichetta? Scrivono quello che vogliono purchè sia apparentemente legale. E lei crede che un avventore che beve uno spritz vada a vedere l’etichetta e legga bene i contenuti? No, mi spiace ma nessuno, nemmeno il gestore del bar, si prende cura di vagliare a fondo. I controlli sui contenuti? Difficile capire quanto vero vino Prosecco c’è in una bottiglia. I controlli a monte? Una farsa perché è obiettivamente difficile. Dovrei dire altre cose a proposito di DOC, disciplinare e IGT, ma non è prudente. E allora egregio signore, io plaudo al suo ottimismo, apprezzo le sue buone intenzioni, ho grande stima per il suo modo di lavorare e per il suo amare il buon vino, credo che molti, moltissimi produttori sono bravi e onesti, ma .... ma non posso che essere scettico sulla correttezza di qualcuno. Perché, se non ho sbagliato i calcoli, 25.000 ettolitri corrispondono a 3.333.000 bottiglie di Prosecco. Grazie scusate il tono. Saluti a tutti Ugo Brugnara.
   
2.
Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
17/07/2007 17:11:47 | Link a questo commento
Grazie Ugo, dalle tue parole trasudano passione per il vino e conoscenza di questo mondo che supera la mia. Ogni volta che scrivo un post passo i giorni seguenti ad aspettare la batteccata.. E' vero, sono un ottimista e rimango profondamente deluso ogni qual volta apprendo dell'ennesima frode o furberia simil-legale che viene perpertata a danno del vino e ancor peggio a danno dell'immagine di tutto il paese Italia. Ma poi mi basta passare qualche ora fra le mie creature e mi sento molto meglio. Leggendo attentamente mi permetto di osservare, lungi da me l'offendere, che la pensiamo un pò alla stessa maniera.
Certo che è utopistico pensare che in questo paese la morale possa fare da deterrente al malaffare, alla prospettiva di facili ed ingenti guadagni. Con gli esempi che ci sono e che provengono da tutti i settori, vien voglia quasi di provarci !!!! Questo male è del paese e non solo del vino. Insisto però, avendone esperienze dirette, che a lungo andare, sono l'onestà e la trasparenza ad essere sempre premianti. Considerando il vino come un alimento e come tale trattandolo, attraverso campagne ben fatte di informazione del consumatore, etichette realmente chiare, pesanti sanzioni per gli esercenti compiacenti e veri controlli, ce la si può fare. In questo clima di poca chiarezza e lassismo, è davvero troppo facile e persino quasi legale ingannare il consumatore a danno di un intero sistema economico-produttivo. L'ottimismo stà nel pensare che si possa davvero avere tutela e del vino e del consumatore restituendo così a questo mercato la dignità della competizione onesta ! Crediamo davvero che un consumatore da bar, potendo scegliere tra un prodotto genuino ed uno costruito se informato dei rischi che corre, li correrebbe ancora ? Crediamo che quel gestore sapendo che non informando la clientela di cosa realmente stà servendo corre il rischio di chiudere rischierebbe ? e così il commerciante, il grossista ed il produttore ? Io credo di no, c'è ancora gente onesta, occorre metterli in grado di scegliere se esercitare un mestiere o delinquere. Il problema vero è che oggi come oggi, la legislazione è così blanda ed inefficace che consente a tutti quanti di viaggiare sul limite della legalità senza rispetto del consumatore che è disinformato. Un esempio per tutti, nella mia ingenuità, sono convinto che ci sarebbe anche il consumatore che si siede al tavolo e ordina la bottiglia fatta con i truccioli come il prosecco taroccato ritenendoli buoni e a buon mercato come ne esitono altri che pur avendoli bevuti fino adesso ignaramente, sapendolo, inorridirebbero all'idea !!
Quindi, la soluzione per me rimane sempre l'informazione e la fiducia nel consumatore e se non la pensassi così farei vino solo per me stesso !!

PS: Colgo positivamente il suggerimento e cerco di rendere un pò più chiaro il mio sito... l'ho fatto anni fa, ha bisogno di una rinfrescata....

Ciao a tutti
Paolo Carlo Ghislandi
www.cascinacarpini.it
   
3.
Filippo Ronco
17/07/2007 17:21:23 | Link a questo commento
Che piacere vedere questi scambi di discussione tra operatori e appassionati, ci ho lavorato molto con la sezione blog di TigullioVino.it ma non ci sono riuscito, adesso leggervi qui, così, è come un sogno che si realizza e che mi fa pensare di aver intrapreso la strada giusta. Grazie !
   
4.
Paolo Carlo Ghislandi - Cascina i Carpini
17/07/2007 17:30:00 | Link a questo commento
Grazie anche a Filippo!
Questa volta mi sono promesso di esserci con maggiore sistematicità, ai tempi che avevo iniziato su tigulliovino la connessione che avevo mi faceva passare la voglia...

Paolo Carlo Ghislandi
www.cascinacarpini.it
   
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