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Azienda agricola Mazzone
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Azienda agricola Mazzone
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E' fatta! speriamo bene

Tempo fa avevo scritto della riforma OCM vino, dove avevo spiegato ,a chi non sapesse di cosa trattava, le proposte di legge riguardanti il futuro del mercato vitivinicolo europeo. (per chi volesse rileggerlo OCM vino:utile sì ma i danni?). Oggi 4 luglio 2007, oltre a ricordare il bicentenario della nascita di Garibaldi, a Bruxelles è stato approvata la proposta di riforma OCM vino, che ricordo, dovrebbe avere i seguenti scopi:


- aumentare la competitività dei produttori europei di vino
- rafforzare la notorietà dei vini europei
- riconquistare quote di mercato
- ripristinare l’equilibrio tra offerta e domanda
-semplificare le norme, salvaguardando nel contempo le migliori tradizioni della viticoltura europea e rafforzando il tessuto sociale ed ambientale delle zone rurali.

Oggi è una data molto importante perchè come dicevo si è stabilito il futuro dell'ambiente vitivinicolo europeo. Vediamo cosa è successo e cosa è stato dichiarato:
le novità rispetto alla proposta di riforma di qualche anno fa sono molte, infatti proprio il nostro paese insieme alla Spagna, sarebbe stato penalizzato per quanto riguardala ripartizione dei fondi comunitari. Comunque sia, la Commissione Europea, su questo punto è stata chiara in quanto i fondi devono essere usati nel miglior modo possibile. Il badget europeo rimarrà invariato a 1,3 miliardi di €, e ogni paese membro avrà un suo corrispettivo in base alla superficie vitata. I finanziamenti per i produttori saranno divisi in base a 2 fini: uno relativo alla valorizzazione delle risorse rurali legate al settore vitivinicolo, l'altro relativo alla promozione della produzione. 

Si continua inoltre sulla richiesta di estirpazione delle superfici vitate da parte della UE, anche se la superficie comunitaria vitata mostra una notevole diminuzione negli anni. Il problema della UE è la sovrapproduzione  di vino, ma contemporaneamente ha proposto la liberalizzazione degli impianti, tramite la quale si perderebbe il controllo della gestione del potenziale viticolo  e un calo del valore della produzione.
E' stato confermato il divieto della pratica dello zuccheraggio per l'arricchimento (menomale), e sono state proposte altre misure quali nuove norme sull'etichettatura, abolizione dei sostegni all'arricchimento (menomale),  approvazione delle nuove pratiche enologiche ecc.
Ora dobbiamo aspettare a fine luglio, le decisioni del Consiglio UE che dovrebbe adottare la nuova riforma e metterla in atto tra fine 2007 e la primavera 2008.
Francesco

Tags
ocm, ocm vino, riforma, leggi vino, bruxelles, legislazione
Postato il 4 Luglio 2007 alle 22:28:41 | Permalink | Condividi su Twitter Facebook Friendfeed Delicious
 
Questo contenuto è stato letto 921 volte
18 Commenti invia un commento
 
1.
Luca Risso
05/07/2007 06:28:31 | Link a questo commento
Non ho capito se lo zuccheraggio è stato proibito a tutti o solo alle zone vitivinicole meridionali.
L'acidificazione è invece ammessa?

Luk
   
2.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 07:08:00 | Link a questo commento
La pratica dello zuccheraggio che è stata vietata, è quella usata in Francia con lo zucchero di barbabietola. Forse tu intendevi chiedermi se era stata abolita la pratica dello zuccheraggio con mosti concentrati? Bè purtroppo quella no, continuerà ad usarsi dappertutto, però la cosa buona è che hanno eliminato gli aiuti a chi arricchiva i mosti. Per quanto riguarda l'acidificazione, quella è una pratica che non è stata vietata. Ma ti dirò di più. La UE ha deciso di eliminare lo zuccheraggio, ma ha anche deciso di abbassare i tenori alcolici minimi in quelle zone dove lo zuccheraggio si faceva. Nel senso che adesso la Francia che non usa più lo zucchero può fare i vini a 5-6%vol di alcol, e metterli in commercio
   
3.
Mike Tommasi
05/07/2007 08:43:34 | Link a questo commento
Vorrei capire il commento sulla "Spagna che produce vino da una decina d'anni" e sul fatto che "Porto e Madera (sic) non sono vini".

Se capisco bene allora l'Italia produce vino da una quindicina d'anni, la Puglia da cinque, e la Francia da trenta? E non sono vini nemmeno il Marsala, il Vinsanto e lo Zinfandel, che pare ora si faccia anche in Puglia. ;-)

Da leggere in modo , senza cattiveria... ma a parer mio spararne non una, ma ben DUE grosse così tende a cancellare tutto il merito di aver preso la nobile iniziativa di scrivere sulla riforma delle OCM. Peccato.
   
4.
Luca Risso
05/07/2007 09:11:08 | Link a questo commento
Effettivamente....la Spagna fa grandi vini, anche se forse preferiremmo essere accoumunati alla Francia...
C'è sempre questa spiacevole sensazione che si trami contro di noi. Vedi anche la vicenda del Parmesan (http://www.thewineblog.net/vino/archives/2007/06/28/due_pesi_due_misure.html). E li non stiamo parlando della formaggetta del Beigua (con tutto il rispetto), ma dell'orgoglio caseario italico.

Luk
   
5.
Mike Tommasi
05/07/2007 09:53:47 | Link a questo commento
Certo Luk, ma immaginati se uno spagnolo scrivesse che in Italia la tradizione del vino risali al salto qualitativo degli anni settanta, e che prima il vino era praticamente imbevibile... ;-)

La reputazione italiana non viene certo aiutata dagli italiani stessi, prendi per esempio la Parmalat che tramite la sua filiale Sargento vende mozzarella e parmigiano fatti in Canada... o la ditta Maison des Futailles a Montreal che imbottiglia (o meglio, impacchetta) vini da cisterna italiani con tanto di etichetta DOC (o AOC).
   
6.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 10:34:10 | Link a questo commento
E' giusto rispondere e commentare. Innanzitutto l'Italia ha una tradizione enologica pari a quella della Francia e anche più antica. Vi ricordo i vini di Giulio Cesare, l'Est Est Est, i vigneti a Pompei sommersi dalla lava tutt'ora produttivi. Vi ricordo anche che alcuni metodi di vinificazione es. il metodo Charmat, ha un nome francese, ma l'inventore è stato italiano e dovrebbe chiamarsi Martinotti. Che poi qualche vigliacco nel '86 ha sofisticato i vini col metanolo sono casi isolati. Poi Marsala, Madera, Porto, sono vini speciali, vini alcolizzati, vini aromatizzati che per legge non possono essere chiamati vini, e che hanno tecniche di lavorazione diverse dai vini comuni, non volevo dire che non sono vini, ma sono vini speciali. Un vino che non è eccellente basta alcolizzarlo, aromatizzarlo, ossidarlo e metterlo in botti per 3-4 anni diventa un vino eccellente. Mentre un vino comune quando non è eccellente, rimane non eccellente. Inoltre dati alla mano quando nel 1994 l'Italia e la Francia producevano circa 60 milioni di HL di vino a testa da 30 anni, la Spagna produceva 25 milioni di Hl. Nel 2005 mentre Francia e Italia hanno continuato a produrre i loro 60 milioni di Hl, la Spagna ne produceva 50 milioni di Hl. Capirete cosa è successo negli anni. Poi c'è anche da dire che tutti possono parlar male dei vini italiani, ma i risultati dimostrano il contrario come pure le esportazioni oltre oceano. La Spagna invece è in grave crisi di esportazioni. Non voglio parlar male della Spagna perchè non ho niente contro di loro. Ma in Europa, in momenti difficili come l'approvazione della proposta OCM, accomunarci alla Spagna, non mi sembra una buon cosa.
   
7.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 11:03:34 | Link a questo commento
Volevo aggiungere qualcosa riguardo lo Zinfandel. E' un nome dato dai californiani, che non potevano chiamare le proprie uve, Primitivo di Manduria. Infatti Zinfandel e Primitivo sono uve geneticamente uguali, quindi noi in Puglia facciamo il Primitivo e in California lo Zinfandel. Poi ricordo anche che la Puglia non fa vino da 15 anni, forse fa il vino buono da 5 anni. Ma vorrei ricordare che i vini del nord Italia, 15 anni fa erano fatti con un 50% di vini pugliesi.
   
8.
Mike Tommasi
05/07/2007 12:40:22 | Link a questo commento
Accipicchia... Se vogliamo risalire alle origini del vino, inutile cercarle in Italia, le trovi in paesi che oggi producono ben poco, ma tralasciamo questo proprio perché non ha niente a vedere con la situazione attuale. Non resisto a ricordarti che il metodo Charmat, anche se il nome è francese, non viene quasi mai usato in Francia, certamente non nella Champagne.

Riguardo Porto e Madeira, non è vero che non possono legalmente essere chiamati vini, anzi secondo le direttive dell'UE sono VQPRD allo stesso modo che il Barolo e il Chianti, e non è assolutamente vero che questa tipologia di vino si fa per migliorare vini scadenti, certi vini di Porto sono fra i migliori del mondo. Mi sorprende leggere che "un vino che non è eccellente basta alcolizzarlo, aromatizzarlo, ossidarlo e metterlo in botti per 3-4 anni diventa un vino eccellente". Il principio del garbage-in-garbage-out vale anche per questi vini. Che poi ne esistano di scadenti, nulla di diverso che per il caso dei vini che tu chiami comuni.

Le tue cifre sulla produzione di vino sono molto imprecise, secondo l'OIV Francia e Italia producevano 65 milioni di hl alla fine degli anni 80, e oggi siamo appena sopra i 50, in certe annate anche sotto. Mentre la Spagna nello stesso periodo passa da 33 a 43. Se il volume prodotto dalla Spagna è aumentato negli ultimi 30 anni, questo si spiega con l'uscita tardiva dal fascismo. Dubito che la nostra produzione negli anni 30 fosse cosi dinamica...

Menziono pure che le esportazioni di vino di Francia, Italia e Spagna sono praticamente uguali a 14 milioni di hl, ma 20 anni fa Italia e Francia erano a 12, e la Spagna a 4! Ma parliamo in termini di valore: un memorandum dell'UE che annucia la riforma dell'OCM menziona cifre interessanti. Da queste ho calcolato che in media il valore di un litro di vino varia da €1.75/l per l'Austria a €0.13/l per la Grecia. Nella graduatoria l'Italia non si distingue particolarmente a €0.82/l, in confronto alla Francia (€1.40/l) o Portogallo (€1.39/l) ma se la cava nettamente meglio che la Spagna (€0.28/l)! Ora se il Portogallo ne esce così vincente, sarà forse in parte grazie a quei non-vini che accennavi? ;-)

Comunque per una cosa hai ragione, sui vini pugliesi. Oggi li ritrovi anche nei vini di Bordeaux!
   
9.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 14:03:59 | Link a questo commento
Sign. Tommasi, non credo sia questo il luogo dove stare a puntigliare sui numeri, e non sono neanche d'accordo con quello che dice. Quello che volevo dire è che non possiamo paragonarci alla Spagna, dove già i costi di manodopera sono nettamente inferiori ai nostri in Italia, e questo lo si vede gia da tutta la frutta che importiamo dalla Spagna o dall'olio che importiamo, nonostante siamo grandi produttori. Anche se i Porto e i Madera sono VQPRD, in Italia sono sempre vini speciali e non possono essere paragonati a Barolo e Brunello, per il loro metodo di lavorazione che credo lei conosca molto bene. Io volevo solo parlare della OCM e dire la mia sulla penalizzazione in Europa. Se poi i vini di Bordeaux utilizzano vini pugliesi, non è mica colpa della Puglia. Se il vino a Bordeaux lo si poteva fare solo con l'aggiunta di zucchero, e adesso lo fanno con i vini pugliesi perchè non arrivano ai loro standard e ai consumatori questo non va, che lo smettano di fare. Il problema dell'UE è la sovrapproduzione e l'espianto? Da qualche parte bisognerà pure iniziare.
   
10.
Mike Tommasi
05/07/2007 16:52:31 | Link a questo commento
Mi scuso del "puntigliare", ma quando leggo cose tipo "il Porto non è vino e legalmente non si può chiamare vino", "il Porto viene fatto così perchè fortificando un vino scadente diventa eccellente" e "la Spagna non ha tradizione di vino" e così via non riesco a trattenermi... Un blog è fatto per discutere, amichevolmente of course, quindi è proprio il luogo giusto... ;-)

Certo, il divieto di zuccherare è una buona cosa, ma arriva troppo tardi perchè ormai costa meno prenotare il passaggio dell'unità mobile (camion) che fa l'osmosi inversa, e nessuno compra più zucchero ormai. Inoltre mi pare che l'arricchimento a MCR continua ad essere ammesso, e cos'è il MCR se non zucchero? Meglio usare il vino pugliese ;-)

con amicizia

Mike
   
11.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 17:31:46 | Link a questo commento
Per queste ultime cose sono d'accordo con te. Se dovevano eliminare lo zuccheraggio con saccarosio, dovaveno eliminare anche l'arricchimento con MCR. La pratica dell'arricchimento con MCR usci in scena, per aiutare alcune annate particolarmente sfavorevoli, così come gli aiuti per l'arricchimento. Sarebbe stato più giusto così. Invece chissà perchè l'aggiunta di MCR è diventata per alcuni produttori una pratica fissa annua, perchè come si dice le annate sono diventate sempre sfavorevoli, e gli aiuti comunitari fanno gola bisognerebbe rispondere.
Voglio scusarmi se sono stato troppo polemico, forse il mio pensiero non è stato ben capito.
   
12.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 17:42:34 | Link a questo commento
Ho modificato il post, togliendo i miei commenti negativi sulla Spagna. Mi scuso se qualcuno ne è rimasto offeso
   
13.
Gianpaolo Paglia @ Poggio Argentiera
05/07/2007 18:21:10 | Link a questo commento
Al di là della polemica di cui sopra, che mi sembra ormai chiarita, sarebbe interessante discutere della riforma OCM. In particolare mi sembra che un punto sia tra i più criticati ingiustamente, quello relativo alle estirpazioni.
Di solito si dice, si vogliono estirpare i vigneti e al tempo stesso liberalizzare gli impianti, non è incoerente.
La cosa andrebbe letta così, si vogliono liberalizzare gli impianti, ma almeno si da la possibilità, in via temporanea, di eliminare tutte quelle produzioni inutili, che in gran parte avevano solo ragione di essere per incassare i contributi alla distillazione, che ora grazie al cielo scompare, e così ricompaiono i 400 milioni l'anno buttati al vento con questa misura che voleva limitare il potenziale produttivo, ma che di fatto l'ha perpetuato, nella fascia peggiore.
Io per me non darei neanche i contributi per estirapare e liberalizzerei completamente, ma guardo con favore a queste novità. Tra i pochi del settore, devo dire.
   
14.
Azienda agricola Mazzone
05/07/2007 19:52:14 | Link a questo commento
Secondo me, la liberalizzazione dell'impianto dei vigneti ci dovrà essere, ma dovrebbe essere un pò regolamentata, non con i diritti ma almeno mantenendo dei potenziali produttivi massimali per ogni stato. Altrimenti da diminuire la sovrapproduzione, la si aumenterebbe. Ritengo ingiusto anche la decisione di spendere più di 1miliardo di € per l'estirpazione e solo 120 milioni di € per la promozione dei prodotti. Non parlo delle cifre perchè sono così grandi che non riesco neanche ad immaginare quanti soldi sono, ma vedo una grossa differenza di spesa. Poi costringere gli stati ad espiantare 200mila ettari ( a fronte dei 400mila che si erano proposti in passato) è una violenza per la viticoltura. Penso invece che già l'eliminazione degli aiuti alla distillazione, riuscirebbe a far cambiare le cose, perchè intanto le cantine che beneficiavano annualmente di questi aiuti, d'ora in avanti dovranno iniziare a darsi una regolata, e a produrre meno vino ma di maggiore qualità altrimenti dovranno chiudere i battenti. Insomma con l'eliminazione della distillazione penso che inizieremo a vedere più vini di qualità e meno cantine che facevano vino solo per distillarlo e incassare i soldi degli aiuti, forse.
   
15.
Luca Risso
06/07/2007 06:07:15 | Link a questo commento
Ma non sarebbe meglio ridurre ALMENO a 2/3 di quelle attuali le rese massime ammesse da doc e igt ? Si taglierebbe la produzione di 1/3 dall'oggi al domani.

Luk
   
16.
Mike Tommasi
06/07/2007 07:16:38 | Link a questo commento
Certo in toria sarebbe logico fare cosi, Luk. Ma infatti credo che il problema sia nella fascia basso del vino invendibile, che va alla distilleria con la sovvenzione.

L'abbassamento delle rese fa parte della soluzione al problema della qualita, non della quantita. Perfino nelle DOC piu prestigiose ci sono rese veramente eccessive, e ripeto, la misura in q/ha non ha senso.
   
17.
Azienda agricola Mazzone
06/07/2007 07:17:02 | Link a questo commento
Certo che si potrebbe fare. Ma contemporaneamente dovrebbe aumentare il compenso ai vignaioli e contadini. In Trentino dove l'uva viene pagata a 110€/ql è una scelta che non intaccherebbe il compenso ai coltivatori. Ma al sud e in Puglia dove l'uva viene pagata a 15€/ql, dovrebbero iniziare a pagare di più l'uva e costringere i conferitori a produrne di meno. Luca, il fatto è che con gli aiuti alla distillazione sai cosa succedeva? La cantina pagava pochissimo l'uva, il contadino era costretto a produrne sempre di più (e da qui nascono i vigneti da 500ql/Ha) per rientrare almeno nelle sue spese, la cantina si riempiva di vino che non riusciva a vendere, perchè oltre per le quantità enormi, anche la qualità delle uve e dei vini era scadente,e allora distillava tutto il vino. E chi ci guadagnava era la cantina che aveva pagato ad un prezzo bassissimo l'uva e poi trasformandola e distillando ci andava anche a guadagnare. Ora eliminando gli aiuti alla distillazione, queste cantine dovranno farsi i conti 2 volte: se vogliono continuare a lavorare dovranno innanzitutto costringere i conferitori a produrre di meno, pagare di pù l'uva e iniziare a vendere il vino come fanno tutti gli altri. E se non riusciuranno a farlo inizieremo a vedere meno cantine
   
18.
Vinisani Distribuzione - di Mimmo Sciutteri - Piccole Vigne da Vignaioli Veri
15/08/2007 08:09:56 | Link a questo commento
Peccato che la maggior parte dello Champagne e concimato con la psazzatura di Parigi
   
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