Secondo la normativa regionale in Lombardia se non hai la licenza di somministrazione puoi cmq fare la cosidetta "degustazione", senza nessun tipo di autorizzazione, che consiste nell'"assaggio" dei "soli" prodotti da te commercailizzati.
Tipo l'assaggio dell'anguria al mercato, per intenderci.
I limiti sono i seguenti:
I vini e gli altri prodotti devono essere consumati "in piedi", gratuitamente, in contenitori (bicchieri per i vini e piatti e posate per i cibi) monouso, ovvero plastica o carta.
Quel divano che vedo, ad esempio, è secondo la suddetta normativa, una conditio che ti porterebbe dritto-dritto ad una sanzione in quanto fa presumere che tu faccia sedere i tuoi clienti.
Salve Volpe & Uva. Noi ci troviamo nella stessa situazione. Al corso Rec ho chiesto chiaramente al docente proveniente dalla Camera di Commercio quali erano i nostri margini di manovra. Anche lui, siamo in provincia di Venezia, ha posto i paletti accennati da AlterEno: gratuità della degustazione e dosi da degustazione. Nessun accenno alla postura, ma ritengo che debba essere "eretta". Quanto agli accessori monouso, credo che il riferimento sia alle norme igieniche che prevedono l'uso di una lavabicchieri. Ma il problema è anche altrove: il "reato configurato" sarebbe la "somministrazione preterintenzionale" e credo che il Comune abbia qualche obiezione sul fatto che si apra un nuovo "pubblico esercizio" in barba al Piano Regolatore Commerciale.
Personalmente credo che mi organizzerò con i locali vicini chiedendo la disponibilità di uno spazio e la fornitura di "cicheti". Loro effettuerebbero la degustazione e saremmo tutti contenti.
Mi terrò in contatto con questo post per vedere di cavarne qualcosa di buono anche per noi. Rinnovo l'invito di Volpe & Uva ai negozianti più esperti per la condivisione di informazioni utili.
Saluti...
David
Sai qual'e il più grosso ostacolo?Le normative igenico-sanitarie riguardanti l'adeguamento dei locali...in parole povere lo scoglio più grosso sono i cessi!!!Ebbene si...deve essere a norma e quindi accessibile (e ovviamente usabile) dai disabili. Tu pensa che da me il bagno e nel magazzino sottostante il negozio...raggiungibile da una scala a chiocciola!Potrebbero passare dal cancello esterno ma mi sa tanto di supidata. E poi occorre valutare il rapporto costo/entrate. Mi sa tanto che a quel punto prima di affrontare lavori impegnativi è meglio trasferirsi! Cmq anch'io ho pensato di appoggiarmi a locali vicini, ma trovare quello giusto non è così semplice.
Ciao Davide
Per quanto riguarda le vettovaglie monouso Seletti (http://www.seletti.it/index3.html) commercializza dei bellissimi accessori in legno (forchettine, cucchiani e pinzette per i formaggi e salumi), ovviando al problema della plastica (non appaiono nel loro catalogo, li devi contattare per i dettagli), e non costano neanche tanto.
Per il problema dei bicchieri di plastica invece puoi risolvere la cosa vendendogli tu, ai tuoi clienti, il calice in vetro: in questo caso non sei tu ad esser tenuto alla pulizia dei bicchieri, ovviando alla faccenda della lavabicchieri che cmq l'Asl non ti farebbe passare.
Per i servizi igienici invece, sotto i 35 mq, non è necessario un bagno per i Clienti, in quanto la normativa prevede che al di sotto di questa metratura si possa usare lo stesso bagno dell'esercente.
Resta anche la possibilità di realizzare un Club privato, ovviando non alle normative sanitarie (anche nel caso del club sei sottoposto alle autorizzazioni della Asl), ma al rilascio di nuove licenze di somministrazione da parte del comune.
Tutto quanto sopra detto, beninteso, è relativo alla normativa della Regione Lombardia.
Detto tra noi ... è vero che non puoi far pagare la degustazione ma puoi far pagare, invece, qualcos'altro, ovviando al problema.
Cioè?
Provo a spiegarmi con un esempio pratico.
Con la scusa di dover spiegare il funzionamento dei ns. gadget didattici come i Sottobicchieri Friendly con la Ruota della Degustazione o quella dei Profumi del Vino, noi facciamo pagare, a chi effetua la degustazione, non il prodotto vino, bensì il gadget didattico, ovvero il sottobicchiere con la Ruota della Degustazione.
Il ns. sottobicchiere Friendly, ad esempio, viene venduto al pubblico, da solo, a 2,00 euro cadauno.
Con l'aggiunta di un calice di vino il costo per la degustazione arriva a 5,00 euro: 2,00 euro per il sottobicchiere e 3,00 euro per il vino.
Ma questo aspetto (gadget + vino) io non lo evidenzio nello scontrino, faccio il totale e basta, sotto la voce della cassa, appositamente creata, di "altri articoli", o "accessori".
L'iva è sempre del 20% e quindi col fisco sono a posto.
Certo è una cosa macchinosa, ma per chi non ha interesse ad aprire un vero e proprio wine-bar con somministrazione, questa è una soluzione perfettamente in regola.
Sei un genio del male Pier :) :)
Ottima soluzione pratica. Letto i post...bhe in teoria chi ha una licenza di somministrazione e basta potrebbe solo somministrare e non vendere da asporto perchè dovrebbe avere apposita licenza di vendita alimentare solo che chi vuoi che controlli?Mentre l'incontrario è controllatissimo!
Davide
Ciao Pierpaolo, sono Eugenio Vivera (nome e cognome) :-) Interessanti soluzioni!!! Sono alle prese con l'apertura di un'azienda didattica (didattica+degustazione) presso la mia azienda usufruendo di un bando PSR. Pur avendo la cantina totalmente a norma non ho ancora compreso se la mescita e la degustazione di prodotti tipici e/o aziendali prevede una una norma Haccp (DIA) folle o meno! Premetto che ho anche i bagni per disabili. P.S. Forse avrai notato che il post sul concorso di bruxelles è stato ritirato, comunque volevo solo dire un'ultima cosa: siamo dalla stessa parte ma non condivido la sede. Tutto qui a presto