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Ho assaggiato questo Serragghia Bianco 2006 a Bardolino, al Giardino delle Esperidi della brava Susanna Tezzon (e socia), in occasione della mia trasferta di qualche giorno fa a Verona per assistere al convegno sulla viticoltura biodinamica e devo dire che tra le molte bottiglie stappate quella sera, questa è una di quelle che ricordo con maggior nitidezza e trasporto. Uno Zibibbo in purezza vinificato secco, non filtrato, lieviti indigeni, ecc. Un biodinamico doc per intenderci. Oltre agli splendidi profumi di fiori di zagara, alle note mielose e al contempo vegetali e fresche all'olfattivo, il vino stordisce in bocca per presenza di frutto e freschezza e per la straordinaria aromaticità. Un campione di contrasti e di sensazioni forti che chiude piacevolmente tannico per via della lunga macerazione sulle bucce. Bene, questo vino non solo è buono e incredibilmente cangiante (nel corso della serata si è evoluto in meglio, in peggio e poi ancora in meglio innumerevoli volte) ma è anche una chicca (ce ne sono al momento poco più di 1500 bottiglie in circolazione) perché porta con se o meglio, dietro di se, una bellissima retroetichetta degna di attenzione per chiunque volesse avere un esempio concreto di come si possa in quattro e quattr'otto fornire uno strumento di autocertificazione preciso, semplice, immediato e di estrema utilità ed interesse per il consumatore.
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